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Roma: prima città italiana a sperimentare i taxi elettrici

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E anche l’Italia percorre il primo passo verso la mobilità sostenibile: sarà Roma, infatti, la prima città a sperimentare i taxi elettrici.

Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra Unione Radiotaxi d’Italia, la cooperativa 35.70 e Nissan Italia. Sembra che l’introduzione di questo progetto, che prende il nome di “Via col verde”, sia nato a seguito dei risultati di una recente indagine che ha evidenziato come il 71% degli italiani si preoccupi dell’inquinamento cittadino e l’80% trovi la soluzione proprio nell’uso dei taxi elettrici.

Dopo la capitale, si prevede che la sperimentazione di queste vetture green coinvolgerà anche altre città, come Firenze e Milano, in vista dell’EXPO 2015.

I taxi al momento sono solo due. Sono dei Nissan Leaf ceduti per un anno in comodato d’uso gratuito, al 100% elettrici, non emettono CO2 e sono a bassissimo impatto ambientale, visto che sono stati prodotti quasi interamente a partire da materiali riciclati.

URI e 3570, grazie al progetto Via col Verde, si impegnano così a dimostrare la fattibilità concreta della mobilità elettrica nel servizio taxi e della sostenibilità economico-ambientale.

Il progetto, però, sembra non essere partito senza difficoltà. Come evidenziato da Il Fatto Quotidiano, il nodo principale da risolvere per consentire la diffusione di questi mezzi di trasporto sostenibili è stato quello dell’assenza di punti di ricarica. Il presidente dell’Uri Loreno Bittarelli, durante la conferenza stampa di presentazione a Roma, ha infatti lanciato un appello affinché le autorità sviluppino la rete di ricarica, evidenziando come: “Abbiamo dovuto fare tutto da soli, senza un centesimo d’aiuto: da un lato è un punto d’orgoglio, dall’altro è deprimente”.

Per ovviare a questo problema, comunque, la cooperativa 35.70 ha escogitato tre diverse soluzioni. La prima è stata quella di ricaricare le due vetture con l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico installato nella sede della società, a Roma.

La seconda è stata l’installazione di una colonnina di ricarica rapida all’aeroporto di Fiumicino, a carico della Nissan.

La terza soluzione è stata la realizzazione di una stazione di ricarica rapida mobile, costituita da un furgone NV400 dotato di batterie capaci di immagazzinare fino a 100 kWh di energia. Il furgone si sposta in base a dove sono i veicoli che necessitano di ricarica e sembra che sia capace di passare da uno stato di carica del veicolo del 38% all’80% in circa mezz’ora. Per allestire il furgone sono stati investiti ben 200.000 euro.

(Foto: reports.nissan)