Home Sostenibilità Riscoprire il ruolo sociale dell’agricoltura in programmi di sviluppo e cooperazione: un...

Riscoprire il ruolo sociale dell’agricoltura in programmi di sviluppo e cooperazione: un esempio concreto in Rwanda

235
0
CONDIVIDI

di Lorenzo Moncini

La parola “Rwanda” porta alla mente la guerra e il genocidio che nei primi anni novanta hanno lacerato questa nazione africana, tuttavia parlando con Giampaolo Pastorelli si viene contagiati da un entusiasmo costruttivo, senza pietismo, che fa affiorare immagini di tutt’altra natura. Queste raccontano di cooperazione, educazione, sviluppo e agricoltura, in un intreccio fra esperienze umane e progetti che alimentano speranza e voglia di saperne ancora di più.

Giampaolo è un trentenne impegnato in prima persona da quattro anni in Africa come Project Manager di “Progetto Rwanda“, una onlus che dal 1996 è attiva nel Paese con progetti a favore dell’infanzia, delle donne e nella costruzione di una cultura di pace. Fra le molteplici iniziative spiccano quelle realizzate a Kibaya (circa 100 Km dalla capitale Kigali), dove partendo da una vecchia scuola elementare con 3 aule in fango oggi si è arrivati ad un edificio con 16 aule, dotate di banchi, sedie e materiale scolastico, frequentato da oltre 1.300 bambini che usufruiscono anche di un servizio mensa gratuito per un pasto nutriente, spesso il solo della giornata. Nello stesso villaggio l’Associazione ha attivato anche un Centro Medico ed entrambe le strutture a breve verranno dotate di Off-grid box, ovvero apparecchiature che utilizzando l’energia solare permetteranno alla comunità di Kibaya di ottenere elettricità, acqua potabile e acqua sterile a partire da fonti idriche insalubri. Tali strumenti, prodotti dalla Cooperativa “La Fabbrica del Sole” di Arezzo, sono un perfetto esempio di tecnologia ecocompatibile messa al servizio di programmi di sviluppo per il terzo mondo.


Una delle iniziative più interessanti per i temi comunemente trattati in questa rivista on-line riguarda l’agricoltura e a tal proposito il Rwanda mostra un paesaggio ben diverso rispetto a quello arido e pianeggiante comunemente associato all’Africa. Il Paese si caratterizza infatti per verdi colline fertili che ricordano la campagna Toscana e un clima temperato con due  stagioni delle piogge, che permettono fino a tre cicli di coltivazione all’anno. In questo contesto le colture principali per il mercato interno sono rappresentate da patata dolce, patata, manioca, sorgo, mais e legumi mentre per l’esportazione spiccano eccellenze come tè, caffè e piretro. Giampaolo racconta di come l’agricoltura abbia un ruolo cruciale in Rwanda, non solo di tipo economico (40% del PIL del Paese e 90% della popolazione impegnata) ma soprattutto sociale.

L’elevata densità abitativa, la bassa superficie pro-capite a fronte di un crescente indice demografico, vede infatti nella gestione della terra la principale causa di conflitti e di discriminazione verso i soggetti più vulnerabili. E proprio per queste ragioni il “Progetto Agricolo” dell’Associazione assume una valenza sociale oltre che economica e si inserisce in una fase di delicata intensificazione agricola nel Paese. L’iniziativa ha come obiettivo proprio quello di porre le basi per la gestione sostenibile di questo fenomeno, che troppo spesso si presta invece a risvolti negativi come all’impiego eccessivo di concimi e prodotti fitosanitari di sintesi, all’impoverimento in biodiversità per l’uso di poche cultivar selezionate o, ancor peggio, all’accaparramento di vaste aree di terra (land grabbing) da parte di multinazionali che vi coltivano essenze oleaginose a prezzi stracciati. L’obiettivo di Giampaolo e colleghi è invece quello di insegnare a coltivare meglio, rispettando la fertilità dei suoli, ottimizzando le produzioni e salvaguardando l’enorme potenziale in biodiversità che caratterizza il Rwanda. Per farlo ricorrono ad un approccio di Field Farmer School che prevede corsi pratici di agricoltura sociale, vivai per la conservazione dell’agrogenoma locale e orti-didattici che insegnano anche ai più piccoli l’importanza di una corretta alimentazione. Viene infine promossa la formazione di cooperative, come strumento di solidarietà e pace, in un’ottica di riconciliazione nazionale.

Capita spesso di sentir parlare di Africa e aiuti umanitari, più raramente si rimane coinvolti come in questo caso dalla testimonianza gioiosa di un ragazzo che con professionalità ti guida alla scoperta di un mondo diverso dove, fra le mille difficoltà di una realtà complessa come quella Rwandese, è ancora possibile aiutare il prossimo individuando nell’agricoltura non solo un mezzo di sostentamento ma anche un prezioso strumento per insegnare a coesistere e collaborare allo sviluppo.

L’Associazione Progetto Rwanda Onlus è impegnata in più iniziative ed è costantemente alla ricerca di sostenitori per le proprie attività. Per chi fosse interessato a contribuire o a ricevere maggiori informazioni si invita a visitare: www.progettorwanda.it

Lorenzo Moncini Responsabile attività  di Ricerca, Sperimentazione e  Divulgazione scientifica del CRISBA
c/o ISIS “Leopoldo II di Lorena”  Cittadella dello Studente – 58100 – Grosseto
E-Mail:  
moncini@crisba.eu
Sito internet:
www.crisba.eu 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here