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Rifiuti: nell’agenda verde una sanatoria che premia i comuni inadempienti

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Nei giorni scorsi il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, il ddl collegato alla legge di Stabilità in materia di ambiente, green economy e uso razionale delle risorse naturali. Abbiamo visto insieme cosa è contenuto nell’Agenda verde e, in breve, le diverse misure previste dalla legge.

Oggi vogliamo guardare un po’ più da vicino uno degli articoli contenuti nel testo approvato, nello specifico quello inerente agli obiettivi di raccolta differenziata che dovrebbero raggiungere i diversi comuni italiani.

La scorsa volta abbiamo visto come la legge preveda una serie di incentivi volti a premiare i comuni virtuosi. I comuni che non raggiungeranno gli obiettivi fissati dal ministero verranno multati; quelli più efficienti, invece, potranno pagare solo il 20% della tassa regionale sui rifiuti. L’obiettivo del 65% è posto per il 2020.

Oggi, grazie anche a un articolo comparso su Il Fatto Quotidiano, vogliamo gettare luce su ciò che accadrebbe con le modifiche previste proprio all’interno dell’articolo 18.

Nel testo è espressamente scritto che:

b) al comma 1, alla lettera a) le parole: «entro 31 dicembre 2006» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2014» (riferito al 35% della raccolta differenziata raggiunta ndr.);

c) al comma 1, lettera b) le parole: «entro il 31 dicembre 2008» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2015» (riferito al 45% della raccolta differenziata raggiunta ndr);

d) al comma 1, lettera c), le parole: « entro il 31 dicembre 2012» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2016» (riferito al 65% della raccolta differenziata raggiunta ndr).

Cosa significa? Significa che all’interno del collegato ambientale alla Legge di stabilità è prevista una proroga che posticipa gli obiettivi della raccolta differenziata previsti per i Comuni, anche di 6-7 anni. Questo, di fatti, solleverebbe migliaia di amministratori dal rischio di pagare di tasca propria il mancato raggiungimento degli obiettivi imposti.

Una sorta di sanatoria che solleva gli amministratori che non hanno rispettato la legge da eventuali azioni di responsabilità: “Il tetto del 65%, che doveva essere conseguito l’anno scorso, slitta di 4 anni e arriva al 2016. Il provvedimento accorda anche il raggiungimento in “comode rate” dei livelli successivi previsti dalla legge del 2006 e che altri Paesi d’Europa, più civili, hanno raggiunto da anni: il 35% conseguito nel 2006 potrà essere raggiunto nel 2014, il 45% raggiunto nel 2008 per noi sarà un obiettivo tassativo solo nel 2015, cioè 7 anni dopo”.

Secondo quanto affermato da Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente, la sanatoria prevista dal testo “è una cosa vergognosa un provvedimento che premia gli amministratori che non rispettano gli obblighi di legge e penalizza quelli virtuosi, un controsenso rispetto al principio di equità economico-ambientale per cui chi più inquina più paga. Anziché pensare al condono per i sindaci, spostando gli obiettivi che non hanno rispettato, il governo dovrebbe incentivare il riciclo rendendolo meno costoso della discarica e dell’inceneritore. Solo così possiamo centrare gli obiettivi che l’Europa ci chiede”.

Secondo Ciafani, la proroga costituirebbe un incentivo per i sindaci di preferire il rifiuto in discarica anziché la differenziata, rendendo ancora più difficile raggiungere gli obiettivi europei fissati per il 2020.

Le multe previste per il mancato raggiungimento degli obiettivi non saranno pagate dunque per tutto il 2014 e nel 2015 pagherà soltanto chi non ha raggiunto il 35% degli obiettivi imposti per la raccolta differenziata che, prima, erano fissati addirittura al 31 dicembre 2006.

Il problema, sottolinea Il Fatto Quotidiano, non è fare una battaglia tra sindaci, “il punto è che il collegato ambientale alla legge di stabilità prevede che gli incentivi per gli acquisti verdi arriveranno proprio dal pagamento delle multe sull’ecotassa, che però si pagherebbero solo a partire dal 2015”.

Insomma, un pasticcio che non riconosce i meriti dei comuni virtuosi e fa un regalo a quelli inadempienti.

Senza considerare, tra l’altro, che sono già 4 le procedure di infrazione Ue all’Italia per eccessivo conferimento di rifiuti, discariche abusive e fuori norma. Per un totale di 100 milioni di euro a cui presto potrebbero aggiungersene altri.

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(Foto: Wisconsin Department of Natural Resources)