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Riduzione degli sprechi dell’illuminazione pubblica

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Partiamo da un dato che conferma la tendenza tutta italiana allo spreco: il consumo medio di  energia elettrica per abitante è di 110 kilowattora contro i 42 della Gran Bretagna. Un dato sicuramente imbarazzante che ha portato il governo Monti, più precisamente nella persona dell’uomo-spending review di Enrico Bondi, a prendere atto della situazione di emergenza e fare qualcosa di concreto. Ciò che ha ispirato tale iniziativa è stata la pressione effettuata da uno studio italiano sullo spreco in particolare per ciò che riguarda l’illuminazione pubblica, svolta dall’associazione “Cielo Buio”, formata da esperti e appassionati.

C’è un retroscena, anche se le cose sono andate molto semplicemente. Quando Bondi ha aperto le consultazioni on line per segnalare gli sprechi ha ricevuto tra i primi un documento di Cielo Buio, rimanendo particolarmente colpito dal dato che il consumo medio (pubblico) per abitante è in Italia è di 110 kilowattora e in Gran Bretagna di 42. Nella sua conferenza stampa serale di bilancio della consultazione Bondi aveva citato piuttosto per esteso proprio questo rapporto. Fabio Falchi, presidente dell’associazione, ha telefonato alla segreteria del commissario per ringraziare della citazione. E ha parlato direttamente con lui che in quell’occasione ha chiesto un più ampio documento ad uso del governo, raccomandando discrezione. Falchi e i suoi collaboratori ci hanno lavorato, gratis, a luglio e agosto. E poco dopo Ferragosto hanno spedito la relazione. Dovevano in particolare cercare di sciogliere i nodi sul tema della sicurezza sia del traffico che contro la microcriminalità, che a parere di Cielo Buio non diminuisce se le luci si spengono o si abbassano.

Hanno poi cercato di dare un’articolazione “da governo nazionale” dei loro obiettivi, individuando come principale parametro il calo dei consumi rispetto a quelli del 2011. I comuni devono comunicarli e documentarne il calo graduale di anno in anno, fino ad arrivare a una media “all’inglese” in 5 o 6 anni. Alla domanda se si può ottenere questa riduzione con nuove lampade senza spegnere luci o ridurre gli orari di illuminazione Falchi risponde: “No, a meno che non si aumentino i costi delle tecnologie, degli impianti e delle manutenzioni”. Cielo Buio ha incontrato il commissario Bondi una sola volta agli inizi di settembre per discutere del documento. Poi Falchi e i suoi collaboratori, che avevano gelosamente conservato una sorta di segreto istruttorio, hanno atteso cosa sarebbe venuto fuori dal governo. Ci poteva essere un veto degli Interni o dei Trasporti che, invece, non c’è stato.  E per fortuna, aggiungiamo noi ! Evidentemente nessun politico italiano aveva mai preso in considerazione l’idea che in Italia si potesse ottimizzare sulle risorse, visto che le cose da qualche anno paiono andare a meraviglia.

 

Gino Favola,

 

tratto da “Il fatto quotidiano”

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