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Mangiare quinoa, il cibo della salute, è davvero sostenibile?

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La quinoa mette in pericolo la sostenibilità ambientale?

La quinoa è anche conosciuta come ‘il cibo della salute’ grazie alle sue proprietà. Ma è un alimento sostenibile?

Conosciuta anche come “Il seme d’oro degli Incas”, la quinoa è un alimento ricco di benefici per la salute. Versatile, leggera, è ricca di proteine e altri nutrienti essenziali.

Il consumo di questo “pseudo-cereale”, negli ultimi anni, è aumentato drasticamente. Nel 2013, persino la Fao ha celebrato un anno dedicato alla quinoa, perché sarebbe in grado di sradicare fame, malnutrizione e povertà. Ma la sua diffusione su larga scala nel mercato internazionale potrebbe non essere un beneficio per tutti. Scopriamo perché.

Quinoa: consumo in crescita

Quasi tutta la produzione attuale di quinoa è in mano a piccoli agricoltori e associazioni. Con più di 5mila anni di storia alle spalle, questo alimento sembra incarnare il paradigma della biodiversità e della sovranità alimentare. Ha grandi proprietà nutritive, ha sfamato popolazioni ed è una pianta particolarmente resistente, con un’alta variabilità morfologica. È stata inoltre prodotta con pratiche sostenibili, rispettose di ecosistemi fragili.

Non molto tempo fa, la quinoa era un piccolo alimento sconosciuto. Faceva parte della cultura peruviana ed era molto difficile da reperire in altri luoghi. Fino a quando non sono stati riscoperti i suoi alti valori nutritivi e il suo basso contenuto di grassi.

Chi non mangia carne, ad esempio, consuma quinoa, grazie al suo contenuto di proteine e di tutti quegli aminoacidi essenziali per la salute. Così, le vendite di questo alimento sono decollate, facendolo entrare a pieno titolo nel marketing mondiale degli alimenti salutari e adatti a tutti, anche a vegetariani e vegani.

I piccoli produttori boliviani di quinoa

Questo decollo, però, ha portato a delle conseguenze importanti, soprattutto per i piccoli produttori boliviani. Dal 2006 in poi, infatti, come evidenziava il Guardian in un vecchio articolo del 2013, il prezzo della quinoa è aumentato vertiginosamente, fino a triplicare.

L’appetito e l’aumento della richiesta da parte dei Paesi esteri hanno spinto i prezzi a tal punto che le persone più povere del Perù e della Bolivia non possono più permettersi di mangiarla. per Popolazioni per le quali una volta la quinoa era una vera e propria manna nutrizionale.

Negli ultimi 20 anni, ad esempio, in Bolivia (che è il primo produttore a livello mondiale), l’area destinata alla coltura della quinoa è passata da 10.000 a 50.000 ettari. Attualmente, il 90% della produzione è destinato all’esportazione. Così, sul mercato boliviano il suo prezzo è diventato quattro volte superiore rispetto a quello del riso o di altri cereali.

A Lima, si legge sul Guardian, la quinoa costa più del pollo. Non solo. La crescita di domanda mondiale ha portato a trasformare terreni precedentemente interessati da colture diverse, a essere coltivati esclusivamente per produrre quinoa.

Quinoa insostenibile: l’allarme Fao

Secondo la Fao, “il boom di quinoa, inoltre, pone alcune sfide, tra cui il degrado del territorio e la riduzione delle varietà coltivate. Più del 50% degli agricoltori definisce il terreno più povero rispetto a tre anni fa. Questo ha un impatto importante su altre attività. Come il rapporto tra numero di lama ed ettari coltivati, diminuito negli ultimi anni. Inoltre, solo tre varietà ricoprono oltre il 75% dell’intera produzione, perché sono i più richiesti dal settore delle esportazioni. Questa riduzione di varietà coltivate è associata ad una riduzione della biodiversità”.

Involontariamente quindi la scelta di alcuni consumatori di premiare la salute e le buone intenzioni etiche hanno portato a danneggiare la sicurezza alimentare del Paese produttore di questo alimento.

Una parte della popolazione mondiale, la più debole, è costretta a ripiegare su cereali più convenienti. Come il mais o il riso. Questo perché non può più permettersi il prodotto tipico locale che prima la sfamava. Una deriva che dovrebbe far riflettere.

Quinoa: il punto di Slow Food

La quinoa è stata celebrata per la sua possibilità di sfamare il mondo e ridurre i casi di malnutrizione. È necessario però assicurarsi che sia accessibile a tutti, soprattutto alla popolazione locale che ne ha bisogno. Fuori quindi dagli schemi di mercato che la stanno trasformando in un “lusso”.

Come evidenzia Slow Food, “la speranza è che i tanti incontri con i rappresentanti degli stati produttori portino a riflettere su questi aspetti delicati e problematici, sul tema del prezzo, sul rischio di trasformare un prodotto sostenibile nell’ennesima commodity coltivata in grandi appezzamenti. La speranza è che davvero la quinoa possa contribuire a diminuire il tasso di denutrizione nazionale e che i governi degli stati produttori la inseriscano su vasta scala nelle mense scolastiche e la rendano accessibile alle fasce più deboli della popolazione. Solo così si potrà parlare di un prodotto davvero buono, pulito e giusto”.

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