stop plastica monouso UE

Plastica monouso vietata in tutta Europa in via definitiva entro il 2021: il Parlamento UE chiude l’iter legislativo

Finalmente ce l’hanno fatta: sulla spinta pressante di un’opinione pubblica sempre più convinta che l’ ambiente sia la vera priorità, e che la quantità di rifiuti che ogni giorno l’uomo produce sia oramai insostenibile, l’UE chiude l’iter legislativo e concede 2 anni agli stati membri per recepire la direttiva.

Per capire le dimensioni del fenomeno, basti pensare che i prodotti in plastica monouso costituiscono il 70 per cento dei rifiuti in mare. Spazzatura che, come abbiamo visto in tante occasioni, finisce nei pesci e quindi nella catena alimentare, tornando all’uomo. Perché nulla si crea e nulla si distrugge.

Il Parlamento europeo dice stop alla plastica monouso definitivamente

Dopo lo storico voto del 27 marzo, viene così approvata definitivamente la legge che mette al bando piatti, posate e cannucce di plastica, e ogni tipo di utensili monouso in plastica, incluso le aste per i palloncini e i cotton fioc in plastica.

Gli Stati dell’Unione dovranno inoltre impegnarsi a raggiungere la raccolta delle bottiglie di plastica del 90% entro il 2029 e le bottiglie di plastica dovranno avere un contenuto riciclato di almeno il 25% entro il 2025 e di almeno il 30% entro il 2030.

Secondo GreenPeace Europa, queste nuove regole “sono un grande primo passo per voltare pagina”.

La legge definitiva infatti rafforza il principio del “chi inquina paga” volto anche alla responsabilità dei produttori.

Questo particolare porterà a far in modo che i produttori sostengano i costi della raccolta, come per i filtri delle sigarette perse per l’ambiente o gli attrezzi da pesca persi in mare.

Ma cosa prevede in concreto la nuova norma sulla plastica monouso?

In sintesi, gli Stati membri dovranno vietare la vendita e il consumo di prodotti come:

  • Posate
  • Cotton fioc (bastoncini cotonati)
  • Piatti
  • Cannucce
  • Miscelatori per bevande
  • Bastoncini per palloncini
  • Sacchetti e imballaggi in plastica “oxo degradabile” (plastiche con additivi che ne accelerano lo spezzettamento, ma che non si sono dimostrate davvero biodegradabili)
  • Contenitori per fast-food in polistirolo espanso

Fanno eccezione i sacchetti di plastica in materiale ultraleggero, ma che sono utilizzati per una funzione igienica.

Nella norma è previsto un periodo di adeguamento di tre anni. A partire dal 2021, dunque, gli Stati membri dovranno vietare la vendita di tali prodotti.

La riduzione della plastica, non solo in mare

Nella legge approvata da Strasburgo, sono state inserite ulteriori scadenze per gli Stati membri.

Nello specifico, le nazioni europee dovranno adeguarsi sul consumo dei prodotti in plastica per cui non esistono ancora alternative. Un esempio sono le scatole in plastica monouso per gli alimenti: dalla frutta ai dessert, fino ai panini.

plastica monouso
La plastica monouso utilizzata per i picnic nei prati e lasciata a se stessa è il simbolo di inciviltà senza pari

Questo tipo di contenitori dovranno essere tagliati del 25% entro il 2025.

Altre materie plastiche – come ad esempio le bottiglie per le bevande – dovranno essere raccolte in maniera separata dagli altri materiali e raggiungere una percentuale di riciclo del 90%, sempre entro il 2025.

Nella direttiva, anche una nuova soglia per il contenuto minimo di materiale riciclato nelle bottiglie di plastica in produzione: dovrà arrivare almeno al 35% entro il 2025.

Gli Stati si impegnano inoltre a raccogliere almeno la metà degli attrezzi da pesca abbandonati in mare, riciclandone almeno il 15%. Tutto entro il 2030. Il punto è particolarmente importante perché le lenze, per esempio, restano in mare fino a 600 anni prima di degradarsi completamente.

Vengono proposti, infine, alcuni obiettivi per la riduzione dei filtri in plastica delle sigarette:

  • Meno 50% entro il 2025
  • Meno 80% entro il 2030

Da Coldiretti arriva un altro ammonimento importante: il 27% degli italiani ha già evitato di acquistare oggetti di plastica monouso come piatti, bicchieri o posate, rifiuti che mettono in pericolo non solo gli animali nel mare ma anche quelli in fattoria. Mucche, pecore o cavalli degli allevamenti rischiano, infatti, di restare soffocati dai residui plastici magari abbandonati nei prati a fine picnic.

Plastica monouso vietata: la soddisfazione delle associazioni

Dopo il voto, soddisfatte le associazioni ambientaliste. Che ora chiedono uno sforzo da parte dei singoli Stati europei affinché la direttiva non resti lettera morta.

Stefano Ciafani, di Legambiente, chiede alle nazioni di “dimostrare altrettanta determinazione per raggiungere un accordo ambizioso tra Consiglio e Parlamento. A partire dall’Italia”.

L’associazione Marevivo, per bocca della presidente Rosalba Giugni, invita l’Italia ad agire rapidamente:

«Rimandare le azioni utili a ridurre l’inquinamento non aiuterà il Pianeta. La società civile si sta già mobilitando a dimostrazione che i singoli avvertono di più questa emergenza. Tantissimi comuni, università e uffici pubblici hanno deciso di abolire la plastica usa e getta. Contiamo su di loro ma continueremo a fare pressione al nostro Governo per ottenere sin da subito una legge che metta al bando il monouso».

Plastica monouso: quanto “resiste” nell’ambiente

Come abbiamo accennato, la plastica monouso in mare costituisce gran parte della spazzatura che finisce negli oceani. Il sommozzatore Rich Horner ha dimostrato cosa vuol dire nuotare, letteralmente, in un mare di plastica:

Alcuni ricercatori sostengono che sono circa 150mila le tonnellate di plastica che ogni anno finiscono nei mari europei. Una quantità immane di rifiuti tossici per gli animali, che impiegano spesso secoli a decomporsi, come dimostra questa grafica della BBC:

Plastica monouso nell'ambiente

I prodotti in plastica non solo vengono ingeriti da molti pesci e uccelli marini, causandone spesso la morte. Quando si frammenta, la plastica monouso si trasforma in microplastica. Diventando ancora più pericolosa. Scopri tutti i rischi legati a questi minuscoli frammenti di plastiche:

SCARICA IL PDF del WWF CHE CI SPIEGA COME SALVARE IL MARE DALLA PLASTICA

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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