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Il viaggio di Pirelli tra Thailandia e Indonesia per conoscere il ciclo produttivo della gomma naturale

Un viaggio che parte dall’albero della gomma e si conclude con la nascita del pneumatico, passando attraverso la descrizione della vita dei farmer e delle tecniche di coltivazione e lavorazione, tappe fondamentali del ciclo produttivo e di approvvigionamento della gomma naturale.

È per promuovere la conoscenza di questa preziosa materia prima, condividere l’impegno di preservare la biodiversità e supportare lo sviluppo delle comunità ed economie locali, che Pirelli lancia “Per andare veloci bisogna saper aspettare” , la piattaforma digitale raggiungibile su pirelli.com/gommanaturale.

Per andare veloci bisogna saper aspettare

“Per andare veloci bisogna saper aspettare trae origine” dal reportage realizzato dal fotografo e scrittore Alessandro Scotti tra Indonesia e Thailandia, due dei maggiori produttori del lattice estratto dall’albero della gomma, e documenta il minuzioso lavoro e il lento processo con cui si estrae il lattice (circa 3 ore per riempire mezza noce di cocco), le lunghe attese per la solidificazione della gomma in armonia e nel pieno rispetto dei tempi e dei ritmi della natura, fino al prodotto finito, il pneumatico, protagonista del mondo veloce delle competizioni sportive.

Due realtà lontane, ma collegate, vengono raccontate per far comprendere i passaggi che separano il lavoro e i ritmi dei farmer dal mondo tecnologico, veloce e complesso, della produzione industriale.

Articolata in 7 sezioni (Il progetto, Il viaggio, Gomma naturale, La comunità, Natura e animali, Il nostro commitment, From white to black), la piattaforma racconta – attraverso 30 immagini in bianco e nero, i video e altri contributi, tra cui una sorta di ‘Diario di bordo’ realizzato da Alessandro Scotti – il viaggio attraverso l’Indonesia, l’isola di Giava e di Sumatra, le piantagioni nella provincia del Chonburi, in Thailandia.

Il reportage documenta il ruolo della donna, la vita dei farmer, il cui sostentamento è legato a questi alberi così preziosi, la complessa tecnica del “tapping”, l’incisione praticata per estrarre il lattice, e la natura selvaggia, dove gli uomini convivono con elefanti, oranghi e coccodrilli. Un viaggio ‘from white to black’, dal bianco del lattice al nero del pneumatico, in un mondo lontano da noi, scandito dai suoni della natura e con un ecosistema equilibrato e armonico che deve essere tutelato.

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L’ecologia nell’industria della gomma naturale

“Perseguire uno sviluppo sostenibile significa guardare sempre al domani, avendo chiaro che i capitali economico, ambientale e umano sono interdipendenti e come tali vanno gestiti. Da sempre lavoriamo per creare valore durevole, puntando sulla passione e competenza delle nostre persone, ed è questo l’approccio che si ritrova anche nella nostra sustainable natural rubber policy”, sottolinea Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo e a.d. di Pirelli.

“La gomma naturale è un elemento imprescindibile per la composizione di un pneumatico – spiega Filippo Bettini, chief sustainability and risk governance officer di Pirelli – e per noi è fondamentale che il processo per la sua coltura ed estrazione sia fatto in modo sostenibile, nel rispetto delle persone e dell’ecosistema nei paesi chiave di produzione, come Indonesia e Thailandia. Solo con un approccio responsabile possiamo contribuire ad assicurare un futuro a una materia prima preziosa e alle popolazioni locali che proprio dalla gomma traggono la loro fonte di sostentamento”.

Gli elementi chiave dell’intero progetto sono le persone e il loro coinvolgimento a 360° lungo l’intera catena: dai fornitori, ai dipendenti, fino ai processatori locali. “Alla base di questa storia – scrive Alessandro Scotti nel diario di bordo che accompagna i navigatori alla scoperta della gomma naturale – ci sono Sofyan e Maimunah: sono i primi coltivatori che incontro.

Vivono in una palafitta di assi scure immersa nell’assordante vociare della foresta, una tranquillità che brulica di azione: silenzio di attività umana e impetuoso frastuono di attività invisibile. È il ritmo della natura. Per entrare in sintonia occorre rallentare. E farlo in modo deciso, per permettere al tempo della natura di diventare il tempo degli uomini”.

Con l’obiettivo di promuovere e sviluppare un approvvigionamento sostenibile e responsabile di gomma naturale lungo tutta la catena del valore – dai farmer ai dealer, dai processatori ai venditori, fino ai produttori – nel 2017 Pirelli ha emesso la Sustainable Natural Rubber Policy, elaborata sulla base di consultazioni con ONG internazionali, i principali fornitori di gomma naturale di Pirelli, i commercianti e gli agricoltori della catena di approvvigionamento, clienti automotive e organizzazioni multilaterali internazionali.

Nel 2018, per agevolare l’implementazione della Politica, Pirelli ha redatto un Manuale di Implementazione, anch’esso risultato di un attivo coinvolgimento degli stakeholder e ha, inoltre, pubblicato una Roadmap 2019-2021, nella quale vengono dettagliate le attività su cui l’azienda si impegna a supportare la propria catena di fornitura nell’implementazione della Policy. Tra le azioni previste nel 2019, ad esempio, rientrano attività di formazione per facilitare l’implementazione della Policy Pirelli lungo tutta la catena di fornitura, partnership con fornitori strategici per rafforzare la produttività delle piantagioni, mappatura dei rischi socio-ambientali e delle aree forestali da proteggere, anche attraverso strumenti satellitari.

Protezione dei Diritti umani, salute e sicurezza di tutti i soggetti coinvolti nella catena di fornitura di gomma naturale, rispetto dei diritti delle popolazioni indigene, sviluppo delle economie locali sono tra gli elementi portanti della Policy, unitamente alla ferma richiesta ai propri fornitori di non ricorrere a incendi per fare spazio e preparare nuove piantagioni, di astenersi dal coltivare su torbiere e di attenersi strettamente alle linee guida internazionalmente riconosciute dell’High Conservation Value (HCV) e dell’High Carbon Stock (HCS) per la conservazione dell’ecosistema.

Oltre a impegnarsi con i propri fornitori, Pirelli promuove e sostiene forme di collaborazione attiva a livello di settore industriale, e tra gli stakeholder che svolgono un ruolo importante nella catena di valore della gomma naturale.

Insieme ai principali produttori di pneumatici, importanti aziende del comparto automotive, ONG internazionali e produttori di gomma naturale, Pirelli è tra i fondatori della Global Platform for Sustainable Natural Rubber, nata con lo scopo di unire le forze per impattare sullo sviluppo sostenibile del business della gomma naturale a livello mondiale.

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La sostenibilità per Pirelli: obiettivi di lunga durata

Il Modello di gestione sostenibile di Pirelli – ispirato ai Dieci Principi del Global Compact delle Nazioni Unite e alle Linee Guida sulla Responsabilità Sociale delle Imprese dettate dallo Standard internazionale ISO 26000 – si declina attraverso le diverse dimensioni aziendali: economica, ambientale e sociale. Ogni anno Pirelli registra ulteriori miglioramenti nella propria performance di sostenibilità: nel 2018, per esempio, i prodotti “Green Performance”, hanno rappresentato la metà delle vendite di Pirelli (49,8% rispetto al 43,5% del 2017) e il 57,5% delle vendite dei prodotti High Value.

Rispetto al 2017, inoltre, Pirelli ha registrato una diminuzione del prelievo idrico assoluto dell’11,8% e di quello specifico del 9,8%, una riduzione dei consumi assoluti di energia dell’1,6% con indice specifico allineato ai valori dell’anno precedente, e una riduzione delle emissioni assolute di CO2 del 5,8% e di quelle specifiche del 3,7%. Inoltre, il 96% di rifiuti è stato avviato a recupero, perseguendo in modo efficace l’obiettivo di ‘zero waste to landfill’ e raggiungendo l’obiettivo al 2020 (recupero >95%) con un anticipo di due anni.

Significativi anche i risultati in termini di “cultura della salute e sicurezza sul lavoro”, con un indice di frequenza degli infortuni che nel 2018 si è attestato su valori in linea con l’anno precedente, con una riduzione dell’81% rispetto al 2009, mentre l’investimento in formazione è stato maggiore di 8 giornate medie per dipendente, superando così per il sesto anno consecutivo il target di 7 giornate medie pro-capite.

Tali risultati si inseriscono nell’ambito del percorso del “Piano di Sostenibilità al 2020 con selected target al 2025” e che prende come anno di riferimento il 2009 per consentire l’apprezzamento dei trend numerici nel lungo periodo. Gli obiettivi del gruppo prevedono, in termini di performance di prodotto, per il segmento car (rispetto al 2009), una riduzione media della resistenza al rotolamento del 20% e del 14% per i prodotti High Value; un miglioramento della performance sul bagnato del 15% e una riduzione della rumorosità del 15%.

Per quanto riguarda i prodotti moto, la resistenza al rotolamento si prevede in calo del 10% rispetto al 2009, con un miglioramento del 40% della performance su bagnato e del 30% per la durata. I prodotti Velo vedono una performance di frenata pari a +5% e su bagnato +10% rispetto al 2017 (anno di lancio di Pirelli Velo). I ricavi da prodotti Green Performance, a loro volta, a fine 2020 rappresenteranno più del 50% del fatturato, e più del 65% per i prodotti High Value. In termini di efficienza ambientale di processo (al 2020 rispetto al 2009), Pirelli prevede una riduzione del 17% delle emissioni specifiche di CO2;; del 19% del consumo specifico di energia con un incremento di utilizzo delle rinnovabili; del 66% del prelievo specifico di acqua; e l’avvio a recupero ≥95% del tasso dei rifiuti.

I positivi risultati ottenuti fino a oggi da Pirelli sono testimoniati dai numerosi riconoscimenti ricevuti: dalla leadership nel settore Auto Components del Dow Jones Sustainability Index e del Sustainability Yearbook 2019 fino all’inclusione nella Climate A list stilata da CDP per il proprio ruolo nella lotta ai cambiamenti climatici.

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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