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Piccoli atomisti crescono. Appello di seicento scienziati per la difesa della ragione

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Il nucleare pulito, il nucleare di IV e V generazione, la fusione fredda e i sogni di una nuova fonte di energia su cui creare aziende e appalti.

Nuovo miracolo italiano o italiota?

Ebbene lo scorso 4 maggio Francesco Mazzuca, l’ex presidente di Ansaldo nucleare un convegno intitolato “Atom unexplored”, oggi commissario della Sogin spa (società preposta allo smantellamento del parco nucleare italiano), ha infatti proposto la nascita di nuove cordate per il finanziamento della ricerca sul piezonucleare (ossia attraverso la frattura di elementi naturali detti leggeri, come ferrocalcio e silicio, che sottoposti a compressione emetterebbero neutroni, verificando una sorta di fusione fredda).  Tale potenzialità per il futuro energetico mondiale avrebbe senza dubbio dovuta essere presa in considerazione dalle istituzioni preposte, se non fosse che da sempre attira le critiche del mondo scientifico.  Ma facciamo un passo indietro: Mazzucca era stato nominato Sogin spa da Silvio Berlusconi nel 2009, e salutato dall’allora ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola come “il primo tassello per il ritorno dell’Italia all’energia nucleare”, è infatti un convinto sostenitore di questa forma di “nucleare pulito”. Al punto da spendersi personalmente per organizzare il convegno di Torino, attraverso l’associazione di ispirazione cattolica Solidarietà e Sviluppo di cui è presidente (e di cui parte dei relatori al convegno sono membri).

In questa vicenda i riferimenti all’appartenenza religiosa e politica sembrano avere un ruolo più ingombrante del dovuto. Prova ne è il profilo del secondo titolare del progetto “piezonucleare”,Fabio Cardone (nella foto), un collaboratore tecnico del Cnr che secondo fonti giornalistiche amerebbe invece definirsi “professore”. Sul curriculum di Cardone, alla prima riga sulle note personali, si legge “cattolico romano e membro del partito Alleanza Nazionale”. Cardone e Carpinteri infatti, cofirmatari degli studi sul piezonucleare, militano anche nello stesso partito, Pdl ex An: una coincidenza che all’Inrim non è passata inosservata.

 Di fronte a ipotesi di possibili “combine” rispetto a un tema tanto importante, c’è l’ appello di seicento scienziati italiani indirizzato al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Oggetto della petizione online è la fantomatica ricerca sul piezonucleare: sogno del nucleare pulito o clamorosa bufala?

I sottoscrittori sposano la seconda ipotesi. Parlano di errore o, peggio, del rischio di una frode. Chiedono al Miur che non si getti “discredito sull’intero sistema della ricerca” finanziando progetti privi “di alcun fondamento scientifico”.

Pietra dello scandalo è il recente dirottamento sul progetto piezonucleare di parte delle risorse dell’Inrim di Torino, quarto ente pubblico di ricerca in Italia per dimensioni e prestigio. Modifica voluta dal suo nuovo presidente, Alberto Carpinteri, nominato lo scorso settembre dal ministro Gelmini, e convinto “piezonuclearista”.

Di fronte alle forti perplessità del mondo scientifico, allora le domande diventano altre: come è possibile che il progetto sia arrivato fino all’Inrim? E come mai nella loro storia i “piezonuclearisti” hanno sempre preferito appoggiarsi ad una anomala rete di sponsor politici anziché attingere ai più tradizionali canali di finanziamento della ricerca?

Cardone non ha mai nascosto la sua vocazione. Presentando i risultati della sua ricerca a Chieti, durante il forum Energia e Ambiente del 2008 ha precisato: “Ci tengo a dire che tutti i risultati che vi presenterò sono il prodotto della Divina provvidenza e noi ci siamo sempre gloriati di essere stati un laboratorio cristiano a maggioranza cattolica, perché veramente abbiamo corso dei rischi inauditi”. A chi chiede come hanno fatto a restare vivi dopo aver liberato energia nucleare dal ferro, lui risponde “per volontà divina e per grazia ricevuta siamo stati bravi, li abbiamo tenuti sotto controllo”. Personaggio anomalo Cardone, che per difendersi dagli attacchi scrive una lettera aperta anche all’esperto di Ufo e cerchi nel granoNicola Duper.

Il gruppo, di cui fa parte anche il colonnello dell’esercito Antonio Aracu, che nel 2005 avrebbe guidato la costruzione del primo reattore piezonucleare – di cui però non si ha più notizia –, gode dell’appoggio politico del fratello di quest’ultimo, Sabatino Aracu, deputato Pdl, noto alle cronache perché imputato (con l’ex ministro Pd, Ottaviano del Turco) nel processo sul presunto giro di tangenti nella sanità abruzzese. Nel 2009 Aracu è riuscito ad ottenere dal governo Berlusconi l’impegno a finanziare lo studio sul piezonucleare, facendo approvare un emendamento al disegno di legge sul piano energetico nazionale.

Anche l’altro sostenitore politico del piezonucleare è diventato noto ai più per via delle inchieste in cui è stato coinvolto. È Aldo Patriciello, ex Udc oggi Pdl, finito nel 2008 nella black list dei parlamentari condannati in via definitiva per una pena a quattro mesi per finanziamento illecito. Nel marzo del 2011 ha presentato una risoluzione al parlamento europeo di Bruxelles per istituire fondi per “soggetti pubblici e privati che intendano partecipare allo studio ed alla realizzazione di sistemi di produzione di reazioni piezo-nucleari”.

Ma non finisce qui. Al gruppo di Cardone il consiglio regionale abruzzese ha deciso l’affidamento del deposito di Monte San Cosimo, un sito militare contenente scorie radioattive in provincia dell’Aquila, perché lo trasformi in un laboratorio di ricerca sul piezonucleare “alla luce del piano di ricerca applicato stilato dalla Sogin”. La risoluzione Pdl (sostenuta anche dai consiglieri Pd Franco Caramanico e Marinella Sclocco), approvata dal consiglio regionale abruzzese del maggio 2010, impegna la Regione ad adottare idonee misure di sostegno finanziario per lo studio e l’applicazione delle reazioni piezonucleari.

A fronte di quest’intensa attività di alleanze il piezonucleare non sembra però aver concretizzano finanziamenti importanti. Ma qualcosa sta cambiando. Al convegno di Torino del 4 maggio Carpinteri ha infatti parlato di “fenomeni nucleari finora considerati ‘clandestini’ su cui si sta aprendo una nuova fase di ricerca”. Dove? All’Inrim, l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica di Torino. Perciò i ricercatori dell’istituto sono in rivolta. Non sono d’accordo con l’inserimento del piezonucleare nel Piano Triennale d’attività perché temono così di sprecare risorse pubbliche su un discutibile progetto di ricerca che metterebbe a repentaglio anche il prestigio dell’Istituto.

Un rischio che pare sempre più concreto. Fabio Cardone compare infatti nella coppia di nomi che il nuovo responsabile del Miur, il ministro Francesco Profumo, avrebbe indicato al presidente dell’Inrim Carpinteri come possibile coordinatore del consiglio scientifico dell’Istituto. Con il suo arrivo la “scalata” dei piezonuclearisti all’Istituto diventerebbe ancora più evidente. Un rischio contro cui gli scienziati italiani hanno lanciato questo accorato appello che potete leggere integralmente qui.

Nel mondo non si ascoltano i segnali dell’esperienza e dopo Chernobyl e Fukushima si cerca ancora di portare avanti la follia nucleare, come si può leggere dal nostro articolo, cliccando qui.

Vi lasciamo con una domanda che facciamo anche ai firmatari dell’appello: sicuri che non ci siano sistemi meno rischiosi e più produttivi per produrre energia? E un’altra ancora: ma il referendum del 2011 non conta nulla??

 

Gino Favola

tratto da ” Il fatto quotidiano.it”

1 COMMENTO

  1. Buon giorno.
    Sono Antonio Aracu e in passato ho avuto il previlegio di servire nelle forze armate.
    In tale veste, tra l’altro, nell’ambito del protocollo di collaborazione tra le FFAA e il CNR, ho diretto la costruzione di una apparecchiatura che utilizzava dei sonodroni per ricerche su fenomeni piezonucleari. Ho seguito anche i relativi esperimenti e valutato i risultati ottenuti.
    (Nel campo non ho svolto nessuna altra attività, tantomeno di lobby, e tutti gli incontri, istituzionali o meno, che ho fatto sull’argomento scaturivano da una espressa richiesta della controparte. Tutte le notizie su di me che voi solertemente riportate, forse traendole da La Repubblica, sono completamente destituite di fondamento, salvo che mio fratello è Sabatino Aracu).

    I risultati degli esperimenti sono stati pubblicati, tra l’altro, su Physics Letters , nonché alcune riviste estere.
    Ultimamente sono apparsi alcuni articoli critici su quotidiani italiani (cosa assolutamente legittima) che al dì là dei toni gratuitamente polemici (scelte editoriali che comunque non contesto) associano il mio nome a fatti ed eventi assolutamente inesistenti.
    Non sono stati in molti i giornalisti italiani a chiedermi come, quanto, quando e su cosa fossi “coinvolto” nella ricerca sulla possibilità di ottenere energia pulita con il piezonucleare.
    Non desidero entrare in merito alla questione ed alimentare ulteriori polemiche strumentali ma è chiaro che dagli organi di informazione e dalla reta tutta (ma questo è normale) la questione è stata trattata con superficialità, senza cercare gli opportuni riscontri e, a volte, con lo stesso metro con cui la santa inquisizione bollò Galilei evitando di prendere in esame, sia pur doverosamente in maniera critica, la validità della teoria di base e della ricerca.
    Per quanto mi riguarda i risultati sperimentali sono assolutamente ripetibili ed ottenuti con metodologie e da gruppi diversi, ed il fatto che non rientrino nelle previsioni della fisica “comunemente accettata” ci riporta ad un certo Galileo, solo che ora non è il clero cattolico a sbarrare la strada ad un analisi serena della verità ma un altro tipo di potere altrettanto clericale.. Eppure di fenomeni inspiegati ce ne sono tanti.
    Non conosco il motivo per cui alcuni ricercatori dell’INRIM, e non solo, abbiano preso una posizione così pesantemente preconcetta e credo che la stragrande maggioranza degli scettici siano assolutamente in buona fede ed abbiano tutto il diritto di controbattere, ma leggere da parte di “uomini di scienza” gratuite accuse di manipolazione e frasi tendenti semplicemente a screditare il lavoro altrui non credo sia per il bene della comunità scientifica. E temo che “qualcuno” proprio in buona fede non sia.
    Ammettiamo per pura ipotesi che il piezonucleare sia “vero”, vi fate due conti della serva per ipotizzare l’impatto economico e sociale in tutto il mondo, gli stravolgimenti che comporterebbe?
    Non mi meraviglia affatto che alcuni giornalisti ritengano eticamente corretto riportare notizie assolutamente prive di fondamento se ciò rende più “interessante” il pezzo, magari per loro la necessità deontologica di verificare l’affidabilità della notizia è un fardello insostenibile (bisogna pur campare) e poi inventarsi un bell’intreccio scienza, politica, potere, militari, con il condimento di un poco di scorie nucleari, che appozzano ai fondi pubblici senza alcun controllo democratico da parte di terzi esperti, (definiti esperti e terzi da chi?) non può che far presa sull’opinione pubblica.
    Poco importa se alcuni degli “implicati” hanno rinunciato a “brevettare” il loro lavoro a favore della comunità, se magari hanno rifiutato lauti compensi da “privati” esteri interessati alla tecnologia connessa, sicuramente avevano oscuri interessi inconfessabili, mica possono aver agito così per motivi etici.
    Come il prof. Cardone, il prof. Carpinteri e tanti altri sono convinto, sinceramente, che le reazioni piezonucleari siano un fatto reale, questo mi risulta, in tutta umiltà, in scienza (quella poca che ho) e coscienza, e non mi scandalizzerei se avessi preso un abbaglio colossale, ma vi assicuro che percepisco “indegne” una serie di affermazioni gratuite fatte sulla mia persona da personaggi che credo onestamente essere veramente squallidi nella loro supponenza.
    Saluti a tutti
    Antonio Aracu

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