Home Green Economy Perugia: cassonetti elettronici per pagare la Tari in base ai rifiuti prodotti

Perugia: cassonetti elettronici per pagare la Tari in base ai rifiuti prodotti

398
0
CONDIVIDI

La sperimentazione comincerà dall’anno prossimo e i vertici del comune umbro già assicurano la realizzazione di una tassazione più equa: il vicesindaco di Perugia, nonché assessore all’ambiente, ha annunciato un nuovo sistema per la raccolta dei rifiuti, attraverso cui il Comune sarà in grado di stabilire la quantità di rifiuti effettivamente prodotta da ogni nucleo familiare.

La tariffazione sarà quindi tagliata su misura per ciascun contribuente: quanta più spazzatura produrrà una famiglia, tanto più la tariffa sarà elevata.

Il sistema è molto semplice. Ai cittadini sarà consegnata una tessera magnetica, personale e non duplicabile, con cui potranno aprire i cassonetti elettronici in cui sversare i propri rifiuti.

In questo modo, sarà presa in considerazione la quantità di rifiuti prodotta e ogni famiglia pagherà il corrispettivo nella bolletta della Tari, secondo il principio della “tariffa puntuale”. Principio che, in un primo momento, sarà diffuso in via sperimentale ai soli residenti del centro storico, con l’installazione di oltre cento stazioni ecologiche “intelligenti”.

Allo stato attuale non è ancora possibile stabilire l’esatto peso in kg dell’immondizia conferita, ma secondo Barelli questa possibilità sarà introdotta quanto prima.

Secondo quanto rivelato dal portale Umbria24, per il funzionamento della struttura saranno predisposte anche due stazioni ecologiche sotto terra: “Si tratterà di cassonetti completamente interrati, dai quali emergerà in superficie solo una colonnina per introdurre i rifiuti, che sarà accessibile solo con la scheda magnetica personale”.

Si tratta di un superamento dell’attuale sistema di raccolta differenziata porta a porta, che resterà attivo unicamente nelle aree periferiche e per i rifiuti di tipo organico.

Secondo Barelli, il nuovo sistema avrà “ricadute benefiche in favore dei cittadini anche sulla Tari”.

Un’innovazione unica nel panorama nazionale, ma che ha causato il dissenso di alcune associazioni ambientaliste, che propongono metodi diversi.

Associazioni e partiti di opposizione si chiedono innanzitutto perché rinunciare a un ottimo servizio di raccolta differenziata porta a porta. Un servizio che, secondo i dati recentemente presentati da Gesenu (azienda di raccolta rifiuti umbra) a Ecomondo 2014, arriva già a coprire l’81% della popolazione perugina, con una raccolta differenziata che, a luglio di quest’anno, ha raggiunto il 62% del totale dei rifiuti cittadini.

Il problema, secondo l’amministrazione, è che la presenza di sacchetti di spazzatura lasciati di fronte ad abitazioni ed esercizi commerciali, rischia di diventare pericoloso dal punto di vista dell’igiene e del decoro.

Perché sprecare soldi per realizzare due costosi cassonetti interrati?”, si chiedono gli attivisti di Legambiente Umbria, sul sito ufficiale della locale sezione della ong. La polemica nasce sul costo dell’operazione che, secondo l’associazione ambientalista, sarebbe eccessivo: “Il comune ha valutato quanto costeranno gestione e manutenzione dei cassonetti a scomparsa? In un caso analogo, un paio di anni fa, a Reggio Emilia per servire 400 persone il costo era stato calcolato in 205.000 euro, dei quali 145.000 per l’attrezzatura e altri 50-60 mila per la raccolta e manutenzione”.

Ma non è solo un problema di costi. A far protestare Legambiente è soprattutto il merito della proposta dell’amministrazione perugina: “Se è vero che i nuovi cassonetti a scomparsa possono raccogliere 50 volte il volume di immondizie di quelli standard, a noi sembra diseducativo e incivile far passare il concetto che la città è decorosa se nascondiamo i rifiuti sotto terra”.

L’associazione lancia anche una proposta: “Perché non utilizzare tutti questi soldi per migliorare il porta a porta spinto rendendolo più efficace nel centro storico ed estendendolo a tutta la città?”.

Sulla vicenda, quando ancora i contorni dell’operazione non erano stati precisamente delineati, era intervenuto anche il M5S locale, che aveva duramente attaccato l’amministrazione comunale, dichiarando in una nota: “Anche solo pensare di ritornare al sistema del cassonetto stradale, interrato o meno, oltre a denotare una scarsa competenza in materia, è un ritorno al passato che non ci possiamo permettere”.

(Foto: test.cittalia)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here