Home Animali Orlando rassicura: il reato contro il maltrattamento degli animali non sarà depenalizzato

Orlando rassicura: il reato contro il maltrattamento degli animali non sarà depenalizzato

1927
0
CONDIVIDI

Sospiro di sollievo per gli animalisti: i crimini contro gli animali non saranno depenalizzati. Questo quanto affermato dal ministro della Giustizia, in risposta a due senatrici del Pd che nei giorni scorsi avevano scritto una lettera per segnalare possibili falle nella norma.

Tutto è nato con il decreto legislativo riguardante la «non punibilità per particolare tenuità del fatto», lo schema che mira alla depenalizzazione giudiziaria per le condotte sanzionate con pena pecuniaria o con pena detentiva non superiore ai cinque anni, varato dal Consiglio dei ministri il 1 dicembre scorso.

All’interno dello schema, rischiavano di essere inclusi anche i reati contro gli animali con pene inferiori ai cinque anni di carcere: il maltrattamento (art. 544 ter c.p.) è punito con una reclusione di tre mesi a un anno e sanzioni pecuniarie da 3 mila a 14 mila euro, mentre l’uccisione (art. 544 bis) con la reclusione da 3 a 18 mesi.

maltrattamento animali

A tal proposito, nei giorni scorsi, c’era stata una grossa mobilitazione delle associazioni animaliste in merito alla questione. Sembra infatti che la Federazione italiana associazione diritti animali e ambiente aveva proclamato per il 24 gennaio una giornata nazionale di mobilitazione per scongiurare il rischio di mandare all’aria anni di norme penali sui maltrattamenti e l’uccisione degli animali. Ora, oltre al ministro della giustizia è intervenuto anche il premier per confermare che “quelle norme saranno modificate”.

In particolare, il ministro della Giustizia Orlando ha spiegato che “date le particolari caratteristiche degli animali il meccanismo del decreto nel loro caso non potrà essere applicato”.  Lo schema, infatti, “ha come presupposto la possibilità che la vittima si opponga all’archiviazione stessa del reato proposta dal pubblico ministero. È evidente che questo meccanismo non può riguardare i reati di maltrattamenti di animali”. La specificità di questi reati, pertanto, “sarà tenuta in considerazione nel testo finale del provvedimento all’esito dei pareri espressi dalla Camera e dal Senato a cui è stato trasmesso lo schema di decreto approvato dal Cdm”.

Nella lettera presentata alle due senatrici del Pd, spiega la senatrice Amati: “Segnalavamo al ministro che, in caso di vittime animali, il meccanismo avrebbe creato le condizioni per un sistematico sbilanciamento del giudizio in favore dell’indagato. Il testo prevede infatti che il magistrato senta l’indagato e la parte lesa prima di proporre l’archiviazione. È del tutto evidente,però, che gli animali non avrebbero potuto in alcun modo contestare la ritenuta tenuità del fatto”.

L’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali, si è dichiarata soddisfatta della notizia e ha ringraziato in una nota “quanti, in seno al Parlamento, si sono resi portavoce delle nostre preoccupazioni e del nostro allarme circa un possibile ‘colpo di spugna’”. “Auspichiamo pertanto – ha concluso l’Ente – che lo stop alla depenalizzazione dei reati contro gli animali trovi una positiva conferma anche nel testo del decreto, confermando così quanto di buono ha fatto in questi anni il nostro Paese per assicurare e rafforzare la tutela giuridica degli esseri senzienti non umani”.

(Foto in evidenza: Ida Myrvold; foto interna: Carol VanHook)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.