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L’allarme degli scienziati: “Le ondate di calore uccideranno sempre più persone”

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ondate di calore

Ondate di calore sempre più intense e frequenti colpiranno il pianeta, Europa compresa. Questo porterà a sempre più decessi tra esseri umani e animali.

Le ondate di calore non sono purtroppo solo un fenomeno di costume. Siamo ormai abituati a servizi in tv che ci ricordano, ogni anno, di non uscire nelle ore più calde e di bere tanta acqua. Purtroppo l’argomento è molto più serio di quanto sembri.

Le ondate di caldo che ci colpiscono con sempre maggiore intensità e frequenza sono frutto, spiegano gli scienziati, del riscaldamento globale. E hanno come conseguenza la morte di tante persone e la progressiva distruzione degli habitat di molti animali.

Trend drammaticamente in crescita se noi esseri umani – i primi responsabili – non facciamo nulla per invertire il processo.

Lo studio: “Ondate di calore sempre più intense e frequenti”

Da qui al 2080, le morti provocate dalle ondate di calore potranno “aumentare drammaticamente”, nelle regioni tropicali e subtropicali. Non solo. I decessi incrementeranno anche in aree tradizionalmente meno calde come l’Europa e gli Stati Uniti.

Le conclusioni sono state pubblicate dal prestigioso giornale PLOS Medicine. E sono devastanti. Se non ridurremo le emissioni di gas serra, le ondate di caldo provocate dal climate change ci uccideranno, letteralmente.

Antonio Gasparrini, uno dei ricercatori principali ed esperto della London School of Hygiene & Tropical Medicine, avverte che la frequenza e l’intensità delle ondate di calore “molto probabilmente aumenteranno”.

Gli studiosi sono arrivati a queste conclusioni analizzando diversi modelli predittivi, che tengono in considerazione i livelli di gas serra nell’atmosfera, le strategie di adattamento e la densità della popolazione in 20 Paesi.

Le stime sono devastanti. Le Filippine potrebbero avere 12 volte più morti tra il 2031 e il 2080, a causa del caldo, rispetto al periodo 1971-2020. Incrementi significativi anche in Australia e Stati Uniti, dove i decessi aumenteranno di cinque volte. In Gran Bretagna di quattro volte.

Per i ricercatori, le stime sono leggermente più ottimiste nel caso in cui tutti i Paesi implementassero a pieno gli Accordi di Parigi sul Climate Change. In questo caso, il numero di decessi in Gran Bretagna sarebbe “solo” raddoppiato e non quadruplicato.

«La buona notizia – ha spiegato Gasparrini – è che se mitighiamo le emissioni di gas serra, le nostre proiezioni saranno molto migliori».

Leggi anche: “Il Climate Change non è una minaccia”: nuovo passo indietro di Donald Trump sul clima

L’ondata di calore che sta investendo l’Europa

Proprio nei giorni scorsi, una forte ondata di calore si è abbattuta su tutta Europa, facendo registrare temperature mai viste prima in queste regioni.

Il record è in Portogallo, dove si sono toccati i 45 gradi. A poca distanza la Spagna, che ha invece registrato massime di 44 gradi. Proprio nella penisola iberica, sono stati tre i decessi nel giro di pochi giorni. Incendi estesi sono divampati in tanti Paesi: brutale quello di Atene, nel quale sono morte circa 80 persone, con centinaia di feriti.

Le ondate di calore hanno colpito anche l’Europa del nord. In Svezia non piove da maggio. In Norvegia sono stati superati i 30 gradi: temperature mai viste prima. Le renne si stanno rifugiando nei tunnel delle autostrade, in cerca di refrigerio. Sopra il Circolo Polare Artico, registrate temperature di 15 gradi oltre la media.

Berlino sta letteralmente cambiando colore. Dal verde che circondava la capitale tedesca solo l’anno scorso, al marrone dei terreni spogli ed essiccati, come si può vedere a questo link:

Secondo gli esperti, ondate di calore simili sono state registrate in passato. Il problema è che diventano sempre più intense e frequenti. Spiega Friederike Otto, professoressa di Oxford:

«Il mondo sta diventando più caldo e ondate di calore come questa diventeranno sempre più frequenti. Quello che una volta era un caldo fuori dal comune sta diventando la norma; in certi casi lo è già diventato».

Le ondate di calore sono, oltre che più intense, anche più estese. A differenza del passato, sono diventato un vero e proprio fenomeno globale. Lo dimostrano queste due mappe pubblicate su Twitter dal meteorologo Simon Lee, che mettono a confronto le differenti ondate di calore che hanno colpito il pianeta nel 1976 e oggi nel 2018:

ondate di calore

Anche gli animali colpiti dalle ondate di calore

Un reportage di Independent, mostra come l’ondata di calore registrata in queste settimane, abbia messo a rischio anche molte specie animali in Gran Bretagna.

Particolarmente colpiti ricci e uccelli. Ma non solo. Come spiega il dottor Regan Early, biologo conservatorista dell’Università di Exeter:

«Il problema maggiore è che con le alte temperature arriva la siccità. Tassi e talpe vanno in difficoltà durante le ondate di calore. Quando fa caldo per molto tempo, lombrichi e larve si addentrano infatti nel terreno per restare all’umido: tassi e talpe fanno quindi più fatica a scavare per trovarli. I centri di recupero, poi, in tutto il Paese, hanno ricevuto un numero enorme di ricci disidratati: arrivano nei centri magrissimi, affamati e con un disperato bisogno d’acqua».

Molti problemi anche per gli anfibi, che vedono ridursi parte del proprio habitat. Le rane sono particolarmente a rischio.

 

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