Home Green Economy Microcredito e agricoltura sociale contro la mafia: il progetto “La buona terra”

Microcredito e agricoltura sociale contro la mafia: il progetto “La buona terra”

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È stato presentato, lo scorso 16 febbraio alla Fondazione Carivit di Viterbo, il progetto “La buona terra”. L’iniziativa, promossa dall’Ente Nazionale per il Microcredito, dall’Associazione Italiana per l’agricoltura Biologica, Idea 2020 srl, dall’Associazione Avviso Pubblico e dalla Fondazione Risorsa Donna, ha come obiettivo sviluppare le capacità e le competenze di tutti quei soggetti interessati al microcredito, finalizzato alla progettazione e gestione di attività imprenditoriali in agricoltura sociale, secondo le direttrici strategiche tracciate da Europa 2020.

Il progetto punta quindi a sostenere attori individuali o collettivi che vogliono avviare imprese nell’ambito dell’agricoltura sociale.

In particolare, l’iniziativa è volta a favorire tre aspetti specifici del processo:

  • l’accesso alla terra, con particolare riferimento alle terre di proprietà pubblica, a quelle confiscate alla criminalità organizzata, alle terre collettive;
  • l’accesso al credito, fondamentale nella pratica agricola caratterizzata da tempi biologici per conseguire un prodotto e dal rischio intrinseco nella produzione agricola legato a fattori climatici e di mercato;
  • l’accesso ai mercati, in particolare a quelli specifici delle filiere corte (come la disponibilità di spazi nei mercati cosiddetti contadini) o la possibilità di destinare i prodotti alle mense pubbliche (scuole, ospedali, case circondariali).

biologico

Mario Baccini, presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito, ha spiegato: “Sono convinto che questo progetto potrà diventare una best practice replicabile su tutto il territorio nazionale. L’idea è nata nel 2014 anno dell’agricoltura familiare e oggi, nell’anno dello Sviluppo abbiamo deciso di dare vita a questa iniziativa che in sé coniuga i principi della finanza etica, del microcredito, dell’agricoltura sociale e terapeutica per lo sviluppo delle idee e dell’economia rurale. Partiamo dalla provincia di Viterbo per portare questo progetto alla ribalta nazionale con la sua presentazione all’Expo’ di Milano”.

Paola Barbieri, Presidente della Fondazione Risorsa Donna ha sottolineato che la ragione per cui la fondazione ha deciso di aderire al progetto risiede nell’importanza che l’accesso al microcredito può dare nello sviluppo locale della provincia di Viterbo. Una crescita che può portare alla valorizzazione di terreni un tempo appartenuti alle organizzazioni mafiose.


Il progetto Buona Terra si inserisce in un processo di sviluppo della microfinanza verde che si è avviato al livello europeo e che coinvolge 155 istituzioni di microcrofinanza in iniziative ambientali per migliorare la qualità della vita dei cittadini e dei territori.

Queste invece le parole di Mario Butti, presidente della Fondazione Carivit: “Riteniamo si possa dare un giudizio sostanzialmente positivo circa l’esperienza di Microcredito promossa dalla Fondazione in collaborazione con la Carivit spa. Senza alimentare attese improprie il progetto è gestito con serietà e professionalità e contribuisce al consolidamento di cultura imprenditoriale in un territorio che presenta ancora molte potenzialità non adeguatamente valorizzate”.

Per maggiori infomrazioni sul progetto contattare la Fondazione Risorsa Donna scrivendo a microcredito@fondazionerisorsadonna.it

(Foto in evidenza: media.canada; foto interna: themindunleashed)