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L’agricoltura la prima imputata nel consumo di acqua

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L’agricoltura usa circa il 70% dell’acqua mondiale, e in molti paesi in via di sviluppo addirittura il 90%.

Ci sono margini per migliorare l’efficienza idrica nel settore agricolo? E’ possibile aumentare il beneficio fornito da ogni litro d’acqua sottratto all’ambiente?

  • Distribuzione e uso dell’acqua più efficienti, migliorando l’efficienza dell’irrigazione. Le stime sull’area totale irrigata nel mondo variano ampiamente. Tuttavia, appare assodato che nella maggioranza dei casi la terra irrigata raggiunge a stento il 50% di efficienza. Migliorare i sistemi di irrigazione vuol dire sia ridurre le perdite d’acqua durante il passaggio dai bacini ai campi, sia adottare sistemi di irrigazione più efficienti, come quelli a goccia, che possono ridurre fi no al 70% l’acqua utilizzata, aumentando al contempo la produzione fino al 90% .
  • Cercare di sfruttare meglio le acque piovane. A livello mondiale, l’agricoltura alimentata da acque piovane è praticata sull’83% del suolo coltivato, e fornisce più del 60% del cibo del pianeta. Il potenziale per l’aumento del rendimento è fortemente legato alla distribuzione delle precipitazioni piovose, ma è stato verificato che anche in aree aride come Burkina Faso, Kenya, Niger, Sudan e Tanzania, la raccolta delle acque piovane può portare ad un incremento delle rese agricole e, allo stesso tempo, ricaricare le acque sotterranee e ridurre l’erosione dei suoli
  • Si potrebbero usare le acque reflue. Una città con di 500.000 abitanti che consumano a testa 120 litri d’acqua al giorno, produce circa 480.000 m3/giorno di acque reflue. Se queste acque reflue fossero utilizzate per irrigare, ad un tasso di 5.000 m3/ha/anno, potrebbero irrigare circa 3.500 ettari.
  • Aumentare la produttività dell’acqua per le colture, scegliendo le colture adatte. Produrre 1 kg di grano in condizioni “idro-climatiche” favorevoli “costa” dai 1000 ai 2000 kg di acqua; produrre la stessa quantità di grano in un ambiente arido e non favorevole (alte temperature, alta evapotraspirazione) “costa” dai 3000 ai 5000 kg di acqua. La mancanza di politiche globali e le distorsioni della globalizzazione hanno spesso causato la diffusione di colture “idrovore” in zone idricamente provate.
  • Irrigare quanto basta senza eccedere. Molte pratiche agricole usano grandi quantità d’acqua, senza che questo porti degli effettivi benefici alla produttività dei raccolti. Ad esempio, è stato dimostrato che la pratica di allagare le risaie non è indispensabile per mantenere alta la produttività. Coprire i campi di riso con uno strato di acqua più basso o addirittura lasciarli a secco in alcune fasi di crescita può diminuire del 40-70% l’acqua impiegata, senza compromettere il raccolto. Alcuni studi hanno dimostrato che la produzione di cereali può essere realizzata con un consumo d’acqua del 25% inferiore a quello abituale, purchè le piante ricevano abbastanza acqua nelle fasi critiche della crescita.

 

 

 

Fonti : Worldwatch Institute e FAO

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