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La smart city attenta al sustainable working

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Le smart city stanno lentamente diventando una realtà anche in Italia, anche se la piena realizzazione rimane un obiettivo molto lontano. Il fine di una smart city è quello di migliorare la vita delle persone e dell’ambiente. Soprattutto adesso, dove in Oriente le città stanno crescendo a ritmi vertiginosi: entro il 2025 1,3 miliardi di persone si saranno spostate in aree urbane, 400 milioni di queste in città cinesi e indiane.

Le città intelligenti faranno sì che questa crescita diventi sostenibile ed in Europa, in cui la parte più cruciale del ciclo di urbanizzazione è già avvenuta, le smart city avranno il compito di rendere gli spostamenti e le condizioni di vita più efficienti, migliorando anche il bilancio ambientale dei centri urbani. Le città dovranno avere quindi un minore impatto sull’ambiente, integrarsi sempre di più con esso. Ed essendo le città luoghi in cui il lavoro e l’intrattenimento (anche culturale) hanno un ruolo fondamentale, le smart city non potranno trascurare questi due aspetti.

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Anche quest’ultima, quella del divertimento sostenibile, è una sorta di nuova frontiera, vista la diffusione dei dispositivi di intrattenimento green, come tablet e laptop alimentati ad energia solare. In questo modo le connessioni ad internet a banda larga disponibili in aree verdi pubbliche potranno rendere più sostenibile non solo il lavoro, ma anche il semplice intrattenimento: si potrà quindi leggere sul proprio tablet o e-reader sfruttando l’energia del sole, giocare online o divertirsi con il bingo dal proprio device alla luce del sole e sfruttandone l’energia, accedere ai propri profili social con coscienza green.

Per quanto riguarda invece il lavoro, si è tenuta recentemente a Milano la “Giornata del Lavoro Agile“, in cui si è messo in evidenza il fatto che rendere le città più intelligenti, abbattere le emissioni di inquinanti, ridurre o eliminare i tempi di spostamento, significa anche dare alle aziende, alle pubbliche amministrazioni ed ai lavoratori la possibilità di ripensare i tempi e gli spazi di lavoro. Si parla quindi di lavoro agile, ma potremmo chiamarlo anche smart working (come si configura nella proposta di legge che è stata fatta in Italia) o addirittura sustainable working, come sta facendo la città di Amsterdam, che cerca di integrare il concetto di lavoro sostenibile nel suo progetto di diventare la città più sostenibile del pianeta.

Una vera smart city è quindi una città che di fatto favorisce il sustainable working, un lavoro che non richiede necessariamente una postazione fissa e consente di svolgere le proprie attività anche in luoghi diversi dall’ufficio: a casa, in un bar, in un parco pubblico, o anche in una postazione di coworking. Le città intelligenti richiederanno quindi anche una adeguata copertura di collegamenti ad internet a banda larga in mobilità, per rendere possibile ovunque il lavoro agile, ma anche “l’intrattenimento sostenibile”.

Insomma, finora per rendere il lavoro e l’intrattenimento sostenibili si era pensato solo allo smart office per il lavoro e alla domotica per la casa (e quindi per l’intrattenimento). Adesso, che il lavoro e l’intrattenimento mediato da dispositivi mobili non hanno più confini precisi, anche le città dovranno essere ripensate per rendere sostenibili tutte queste attività, anche alla luce degli sviluppi tecnologici, che nei prossimi anni vedranno circolare sempre più dispositivi mobili alimentati ad energia solare.

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