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La nuova bolletta elettrica fa pagare di più a chi consuma meno. M5S attacca il governo

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Una bolletta elettrica iniqua, che “ammazza” le rinnovabili e penalizza chi ha investito nell’efficienza energetica: è questa l’accusa al Governo Renzi e all’Autorità per l’Energia italiana (Aeegsi)presentata dagli eurodeputati italiani Dario Tamburrano e David Borrelli, insieme ai senatori Gianni Girotto e Gianluca Castaldi, tutti appartenenti al Movimento 5 Stelle.

I quattro hanno di recente inviato una lettera di segnalazione al commissario Ue all’energia, lo spagnolo Miguel Canete, sostenendo che la nuova bolletta dell’elettricità – riformata in seguito a un intervento dell’Autorità– vada contro le direttive europee su efficienza energetica e fonti rinnovabili. Non solo, si tratterebbe di un provvedimento iniquo, dal momento che paga di più chi consuma di meno. E parlano apertamente di un “Robin Hood al contrario”, che favorirebbe i profitti dei grandi distributori di energia, a discapito dei consumatori.

Le nuove regole, secondo i Cinque Stelle, eliminano il principio di proporzionalità nel pagamento delle tariffe energetiche: “La quasi totalità degli oneri relativi al funzionamento della rete elettrica non è più proporzionale alla quantità di energia consumata: è spostata nella quota fissa che, insieme alle tasse, costituisce circa la metà della bolletta”. In questo modo, chi consuma meno, si ritroverebbe a pagare una bolletta più salata.

L’authority, che avrebbe incontrato il sostegno del governo Renzi, ha deliberato sulla materia il 2 dicembre scorso, e il provvedimento entrerà in vigore il primo gennaio 2016. Il M5S ha deciso di intervenire sull’argomento, ponendo la questione alla Commissione europea già nel giugno scorso.

Secondo i pentastellati, sarebbero tre le conseguenze principali dell’atto:

  1. Si producono rincari iniqui, dato che essi colpiscono esclusivamente le famiglie con bassi consumi;
  2. i risparmi di coloro che hanno investito nell’efficienza energetica risultano praticamente azzerati;
  3. chi utilizza energia autoprodotta da fonti rinnovabili paga oneri praticamente uguali a quelli di chi invece preleva tutta l’energia elettrica dalla rete.




La riforma delle tariffe elettriche ha visto forti opposizioni anche nel mondo dell’associazionismo ambientalista. Molte voci si sono levate da Greenpeace, Legambiente e WWF, perché la bolletta dell’elettricità potrebbe diventare più pesante per molti italiani, in particolare per le famiglie più povere. Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente, ha spiegato la situazione qualche tempo fa:

A leggere i testi della stessa Autorità si scopre che per una famiglia media gli aumenti varierebbero tra il 5 e il 30% a seguito dell’entrata in vigore della riforma. È vero, qualche grande consumatore avrebbe dei vantaggi, ma la stragrande maggioranza delle famiglie sarebbe penalizzata da costi più alti”.

Insomma, sono in molti a pensare che l’annuncio del governo Renzi sul possibile taglio in bolletta del 10% sia stato solo una mossa propagandistica: in realtà, secondo il M5S, sono previsti aumenti per 20 milioni di italiani.

La segnalazione inviata al commissario Canete, infine, prende in esame anche le nuove norme sulla costruzione dei cosiddetti SDC, i sistemi di distribuzione chiusi dell’energia elettrica negli edifici non residenziali: per esempio, un impianto fotovoltaico che fornisce energia elettrica a tutti i negozi di un centro commerciale. Secondo il Movimento, la delibera dell’Autorità ne vieterebbe la costruzione, scontrandosi con una direttiva UE che li rende invece obbligatori per tutti i nuovi edifici. Questa, purtroppo, è solo una delle varie manovre sbagliate che va contro il risparmio e le rinnovabili

(Foto: Philip Taylor)