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Italia ancora sanzionata dall’UE

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L’Unione europea ha stimato per i consumi domestici si utilizza il 25 per cento totale dell’energia usata nell’Ue. Per questo ha imposto standard di efficienza obbligatori che da una parte abbattono i consumi e dall’altra permettono ai consumatori di risparmiare in bolletta. In questi giorni siamoalla 133esima procedura d’infrazione ai danni dell’Italia.La causa è la mancata informazione nelle etichette energetiche. Sarebbero infatti insufficienti ne informazioni riguardanti il consumo energetico di elettrodomestici come frigoriferi e televisioni. Eravamo già stati avvisati con messa in mora il 18 luglio scorso, alla quale non siamo stati neanche capaci di rispondere, e tutt’oggi da Roma non giungono risposte.


Siamo nella stessa situazione delle nazioni europee di serie B che come noi non ne vogliono sapere di recepire appieno la direttiva 2010/30/Ue sull’etichettatura energetica. L’argomento è delicato ed importante e sarebbe anche di facile soluzione, basterebbe solo applicare a TUTTI gli elettrodomestici in questione
le etichette colorate (B, A, A+, ecc) che ne indicano appunto il consumo.

Ricordiamo in tal sede che l’Ue si era impegnata a ridurre del 20% le emissioni di gas ad effetto serra rispetto ai livelli del 1990 e a ridurre del 20% il consumo di energia con una maggiore efficienza energetica entro il 2020. Il risparmio energetico da utilizzo domestico sarebbe così consistente da arrivare alle-50 terawatt-ore all’anno, corrispondente al consumo elettrico annuo del Portogallo.

L’Italia non si trova in regola neanche per ciò che riguarda il rendimento energetico degli edifici. La UE ci ricorda e ammonisce che le nostre case bruciano il 40 per cento dell’energia e producono il 36 per cento delle emissioni di anidride carbonica (Co2) in tutta Europa. Da una parte quindi siamo il paese che recentemente ha piùinvestito nelle fonti rinnovabili, (http://ambientebio.it/blog/ambiente/italia-paese-leader-nella-crescita-delle-rinnovabili-al-g20/#.T42hJrORF8E) dall’altro non riusciamo a dotarci di una legislazione che porti il risparmio energetico al centro della nuova economia domestica e industriale. Il tempo per rispondere alle “ammonizioni europee” sta per scadere definitivamente. Quante altre multe la cittadinanza sarà costretta a pagare per le inadempienze della classe dirigente?

 

Gino Favola

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