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Il Tar del Lazio boccia il ricorso e conferma lo stop agli Ogm in Italia

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Nei giorni scorsi, il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso presentato da un agricoltore friulano, contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais biotech MON810 modificato geneticamente. L’esito ha sancito ancora una volta il divieto di coltivazione di sementi Ogm in Italia.

Ricordiamo che lo scorso 5 aprile, in tutte le piazze italiane, ha avuto luogo un’iniziativa volta a sensibilizzare l’opinione pubblica proprio in merito a questo argomento e in previsione della sentenza del Tar, per la difesa di tutte le colture biologiche, autoctone e di qualità.

Quella appena emessa è una sentenza molto importante che, oltre a ribadire il divieto, accoglie le istanze di tre ministeri e moltissime associazioni di categoria e della stragrande maggioranza degli italiani che non vogliono gli Ogm.

Il ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, ha così commentato il risultato: “Apprendiamo con soddisfazione il pronunciamento del Tar che conferma nella sostanza le ragioni del decreto promosso dal ministero delle Politiche agricole di concerto con i ministeri della Salute e dell’Ambiente in relazione allo stop delle semine Ogm in Italia. Proseguiamo ora con tenacia la battaglia che stiamo portando avanti anche con altri Paesi in ambito europeo: il nostro obiettivo è dare più autonomia di scelta ai singoli Stati sul tema Ogm”.

La sentenza interpreta la volontà del 76% degli italiani che dichiara di volere un Paese libero da Ogm. Secondo Coldiretti, il risultato sarebbe dovuto alla grande mobilitazione delle associazioni di ambientalisti, agricoltori e consumatori. Ora sono da stabilire le sanzioni da applicare in seguito ad eventuali violazioni del decreto. Sanzioni che puntano ad evitare situazioni analoghe a quanto accaduto in Friuli Venezia Giulia, dove la messa a coltura di mais MON810 ha portato alla contaminazione dei terreni confinanti.

Anche Legambiente, tra i più ferventi promotori delle scorse iniziative di sensibilizzazione contro le colture Ogm, ha commentato positivamente la cosa: “è una sentenza storica, una grande vittoria per l’agricoltura italiana di qualità”.

Il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, ha precisato in una nota che la sentenza del Tar “si rifà al principio di precauzione in quanto sono state evidenziate le conseguenze potenzialmente negative per l’ambiente derivanti dalla contaminazione del mais Mon 810. Questa sentenza serve innanzitutto a ripristinare la legalità: nessuno può coltivare impunemente Ogm in Italia. Il Governo italiano s’impegni quindi nel semestre europeo affinché l’Ue adotti una nuova regolamentazione che consenta agli Stati membri di vietare coltivazioni Ogm anche per ragioni economico-sociali”.

Una pagina a tutela del Made in Italy. Secondo Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera,  “Il futuro della nostra agricoltura non è certo legato agli organismi transgenici, ma alla qualità, al territorio, alle tipicità, alla tracciabilità dei nostri prodotti. L’agricoltura italiana è un settore da guinness, con i suoi 263 prodotti tipici, oltre un milione di ettari condotti con metodo biologico e un export che nel 2013 ha fatto segnare il record di 33 miliardi di euro. Un settore che è cresciuto nel segno della qualità”.

Il prossimo passo, quindi, sarà in ambito europeo dove, però, la politica ha dimostrato di essere un po’ più sorda alle richieste dei propri cittadini, viste le ultime discussioni avvenute in merito alla “quasi imposizione”  del mais Ogm Pioneer 1507. Per approfondire l’argomento, potete leggere cosa è successo al link: http://ambientebio.it/europa-pronta-a-imporre-il-mais-ogm-nonostante-il-parere-contrario-degli-stati-membri/

(Foto: Darwin Bell)

1 COMMENTO

  1. Se però ora il governo italiano firma il “patto di libero scambio ” che propone Bruxelles, le dite come la Monsanto avranno il diritto di importare qualsiasi merce senza dover rispettare alcun vincolo. E anche una decisione del TAR nazionale non avrà alcun peso.

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