Home Eventi Il mondo del cinema e il suo “certificato green”

Il mondo del cinema e il suo “certificato green”

224
0
CONDIVIDI

Finalmente anche il mondo del cinema ha la sua “certificazione” in termini di rispetto ambientale e sostenibilità. Proprio in occasione di uno dei suoi eventi mondiali più importanti, il Festival di Cannes,
è stata l’occasione per l’annuncio ufficiale del primo protocollo europeo, di ispirazione italiana, che spinge le case di produzione a fare film dal minimo impatto ambientale possibile.Sarà possibile grazie a una serie di regole scientifiche, per 38 aree di consumo, messe a punto nell’ultimo anno dalle indagini di Azzero CO2, società di consulenza energetico-ambientale di Legambiente.
Il mezzo sarà un bollino verde, l’ Edison Green Movie, che certifica l’impatto ambientale delle riprese e che stabilisce, il risparmio ottenuto dalle pellicole che seguono le indicazioni presenti nel protocollo ambientale. Da quelle per i set, da allestire con materiali riciclati, al noleggio dei generatori di ultima generazione per risparmiare sull’illuminazione. Fino ai cestini dei catering, per attori e operatori, da riempire solo con cibi reperiti a Km zero. L’ ispirazione per questa idea green della nuova certificazione, è venuta dalla Edison, la più antica società energetica italiana, e Tempesta, tra le più giovani case di produzione cinematografica. Al loro fianco, anche attori dall’animo ambientalista e convinti sostenitori dell’idea: Isabella Ferrari e Alessandro D’Alatri. L’esempio italiano potrebbe portare a un grande risultato se tutte le produzioni seguissero le indicazioni del protocollo ambientale, dato che si contano quasi 600 mila giornate di riprese, ogni anno solo in Italia. Si stima la possibilità di si può calcolare una riduzione delle emissioni pari a 1.120 tonnellate di CO2, ossia l’equivalente prodotto in media da una città con 10 mila abitanti. Questo sarà possibile monitorando l’intera filiera cinematografica e adottando accorgimenti per limitarne l’impatto ambientale. Tra raccolta differenziata, allestimenti bio e l’uso di mezzi ecologici, come i treni al posto degli aerei.
Tra i pionieri del cinema verde anche il regista Ermanno Olmi, legato alla società energetica non solo da ragione biografiche, infatti il suo primo lavoro fu proprio alla Edison, ma anche per quello che riguarda la sensibilità verso i temi ambientali. «Edison Green Movie», conclude Andrea Prandi, «direttore comunicazione di Edison, «è la conferma del nostro impegno per diffondere la cultura della sostenibilità andando oltre al business dell’energia. Edison, infatti, è storicamente vicina al mondo del cinema grazie al legame con il maestro Olmi. Ed è anche grazie a lui che adesso promuoviamo all’interno dell’industria cinematografica l’attenzione per un uso consapevole dell’energia».

 

Gino Favola

fonte: Corriere.it