Home Ambiente Governo e tutela ambientale: il WWF tira le somme dell’anno trascorso

Governo e tutela ambientale: il WWF tira le somme dell’anno trascorso

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Il WWF traccia il suo bilancio di fine anno in merito alle azioni compiute dal governo in campo ambientale, sia durante il semestre europeo, che durante i diversi atti emessi nell’anno. Secondo l’associazione ambientalista, la grave crisi economica sarebbe “drammaticamente legata a un deficit ecologico sempre più imponente”. Il governo, infatti, non avrebbe colto la spinta innovativa in grado di cambiare l’attuale modello di sviluppo economico che continua a dissipare le nostre risorse energetiche, produttive, sociali e ambientali.

A tal proposito, il WWF ricorda come i diversi decreti legge, (dal decreto Sviluppo 91/2012 allo Sblocca Italia 133/2014), attestino un posizione degli interessi corporativi, spesso solo speculativi (dei petrolieri,  dei big dell’industria energetica e dell’incenerimento, dei concessionari autostradali, degli speculatori edilizi), indebolendo le tutele e le valutazioni ambientali derivanti dalla migliore legislazione comunitaria.

I diversi disegni di legge, come quello sui reati ambientali, sul consumo di suolo, il programma sul dissesto idrogeologico, rimangono invece solo intenzioni “mancando di una spinta decisa e univoca dell’esecutivo e della maggioranza”.

semestre europeo_wwf

L’indicatore della qualità dell’impegno del Governo, per il WWF, è soprattutto la Legge di Stabilità 2015 “in cui non viene nemmeno presidiata la tradizionale governance ambientale (difesa del mare e del suolo, la tutela della biodiversità, delle aree protette e delle specie a rischio, i controlli e le bonifiche ambientali) a cui è stato assegnato nel 2015 poco più di 253 milioni di euro,  pari appena allo 0,8%  dell’ammontare complessivo dell’intera manovra (il fabbisogno totale per il 2015 è 30,4 miliardi di euro). Nessun ripensamento invece per quanto riguarda la cementificazione del territorio: prova ne è la destinazione di ingenti risorse al fallimentare programma delle infrastrutture strategiche (autostrade e linee ad alta velocità) che pesano ancora oggi per una quota del 10,6% (3,255.701 miliardi di euro) dell’ammontare totale della Manovra 2015”.

Secondo l’associazione, questo atteggiamento è controproducente, visto che la grave crisi economico-finanziaria globale, che si rispecchia anche in quella del nostro Paese, deriverebbe anche da un deficit ecologico sempre più imponente che ha delle gravi ripercussioni sul tessuto sociale e ambientale.


Nemmeno durante il suo Semestre Europeo, l’Italia è riuscita a “parlare” di ambiente. Per il WWF, infatti, quelli trascorsi sono stati mesi di occasioni perse durante i quali “il Presidente del Consiglio non ha dato la giusta accentuazione alle scelte in favore del Capitale Naturale, dei cambiamenti climatici e della Green Economy ed è mancata un’azione forte e concordata nel Governo, tra Ministero dell’Ambiente e Ministero dello Sviluppo Economico, per dispiegare tutta la sua azione diplomatica  in vista della COP 20 di Lima del dicembre 2014 sui cambiamenti climatici”.

Tra le azioni positive, poche e soprattutto molte lasciate solo in potenza, il WWF ha guardato con interesse l’impegno istituzionale per aprire una riflessione nell’ottobre scorso a Bruxelles per la valutazione del progresso e del benessere, facendo riferimento al System of EnvironmentalEconomic Accounting (SEEA) delle Nazioni Unite e al processo dell’Unione Europea “Beyond GDP”. O ancora, l’impegno profuso in vista della COP12 sulla Biodiversità di PyongChang che ha ridato slancio alla definizione di un Piano strategico globale per attuare gli obiettivi della Convenzione internazionale sulla biodiversità. Nonostante questi piccoli sforzi, però, l’impegno per difendere e valorizzare il Capitale naturale su scala europea e nazionale è rimasto contraddittorio e discontinuo.

(Foto in evidenza: a2larm.cz; foto interna: Wwf)

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