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Glifosato, il governo italiano dice no ma in UE si continua a rimandare

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diserbante glifosato

Più di un milione di firme raccolte e la pressione delle associazioni ambientaliste hanno compiuto il ‘miracolo’. A pochi giorni dal voto europeo sul rinnovo dell’autorizzazione al diserbante glifosato, arriva finalmente il secco no del governo italiano.

Messa alle strette da Greenpeace, il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha dovuto confermare il diniego già espresso da qualche tempo dal suo collega di governo, Maurizio Martina, con delega alle Politiche Agricole.

Diserbante glifosato: il pressing di Greenpeace sulla Lorenzin

L’associazione Greenpeace, tra i più autorevoli membri della Coalizione #StopGlifosato, è impegnata da tempo in un forte pressing nei confronti dei membri del governo Gentiloni che decideranno la posizione italiana in sede europea sulla questione glifosato. Il ministro Martina si dice da sempre contrario al rinnovo dell’autorizzazione. Una posizione ribadita a inizio mese, con un tweet:

No al rinnovo dell’autorizzazione europea per il Glifosate. Italia leader agricoltura sostenibile #StopGlifosato”.

Restavano però dei dubbi. Perché, sul tema, la posizione ufficiale del governo italiano doveva essere ribadita anche dai ministri della Salute, Beatrice Lorenzin, e dell’ambiente, Gian Luca Galletti.

Già a luglio, Greenpeace chiedevaal Governo italiano di respingere al mittente” la proposta “inaccettabile” di un rinnovo dell’autorizzazione all’uso in Europa del diserbante glifosato.

«Al di là dei dubbi sugli impatti sanitari per l’uomo, che comunque permangono, gli effetti avversi del glifosato sull’ambiente sono ormai chiaramente documentati», spiegava Federica Ferrario responsabile per la campagna Agricoltura Sostenibile della ong.

Dopo una protesta insolita davanti alla sede del dicastero della Salute (gli attivisti hanno proposto alla Lorenzin un simbolico “aperitivo al glifosato”) il ministro ha confermato la posizione di Martina:

«Non è un mistero, l’Italia vota no: noi abbiamo già votato due volte no, perché dovremmo votare sì questa volta? – ha ribadito la Lorenzin – Noi abbiamo risposto ufficialmente a tutti i canali, informatevi. Non dovete venire qui, dovete andare in Unione Europea: andate dai tedeschi, dai finlandesi, dagli svedesi, dagli spagnoli, dai greci, dai portoghesi – ha aggiunto – perché il no è sempre stata la nostra posizione».

Parole a cui ha risposto la stessa Ferrario:

«Finalmente la posizione del Governo italiano è chiara e inequivocabile: siamo molto soddisfatti». 

Diserbante glifosato: dopo il rinvio, il nuovo voto atteso per il 25 ottobre è nuovamente una non-decisione

La risposta del governo italiano arrivava a pochi giorni dal voto in sede europea. Il Paff, il comitato Ue per i fitofarmaci, avrebbe dovuto decidere sulla questione durante le riunioni convocate per il 5 e il 6 ottobre. Ma il voto non è stato nemmeno inserito nell’ordine del giorno.

Oggi infatti, non c’è stata nessuna intesa tra i paesi Ue sul rinnovo di autorizzazione del glifosato e quindi slitta nuovamente il voto per la decisione finale.  La Francia, che inizialmente, come l’Italia aveva detto un secco “NO” al rinnovo della licenza glifosato, vede al suo interno una serie di posizioni diverse. Dai più possibilisti a chi invece propone di cercare alternative, fino ad arrivare al ministro della salute Agnes Buzyn, che sostiene invece che il glifosato è “cancerogeno” e bisogna “fare in modo che non sia più utilizzato”.

La riunione del comitato Ue per gli alimenti, mangimi e piante che oggi avrebbe dovuto esprimersi su una proposta di rinnovo della licenza dell’erbicida tra i 5 e i 7 anni si è conclusa senza voto.


Sono state 1,3 milioni le firme raccolte in Europa dalla Coalizione #StopGlifosato per ostacolare il rinnovo dell’autorizzazione al diserbante nell’Ue. Un’autorizzazione che scadrà alla fine di questo 2017 e che rischia di essere rinnovata per ulteriori 10 anni se gli Stati membri non opporranno il proprio no. Francia e Italia hanno ribadito il parere contrario in più occasioni, ma un voto pesante a favore del diserbante potrebbe arrivare dalla Germania.
Greenpeace ci tiene a ribadire che “nessuno può affermare che il glifosato sia sicuro”. L’ong ha anche chiesto di istituire una commissione d’inchiesta per verificare se Monsanto – produttrice del RoundUp che contiene nella formulazione il diserbante glifosato – o altri produttori abbiano influenzato in qualche modo le valutazioni sulla sicurezza dell’erbicida.

Insomma, la battaglia non è ancora finita.

3 COMMENTI

  1. Che ipocriti quelli di Greenpeace……
    A quando a manifestazione ed il pressing contro il grano al Glifosato, vietato in Italia, ma importato dal Canada?

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