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Gli scarti della frutta? Si trasformano in energia pulita

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Gli scarti della frutta possono diventare una preziosa risorsa, utile anche ad aprire un business! C’è ad esempio chi ha pensato di adoperare gli scarti delle arance per creare tessuti sostenibili e chi invece li usa per realizzare un tessuto in eco-pelle adatto a borse e accessori

Eh, ma se pensate che le sorprese legate al riuso degli scarti delle arance finiscano qui vi sbagliate di grosso!

L’Università di Catania e il Distretto Agrumi di Sicilia, in collaborazione con la Cooperativa Empedocle, hanno messo a punto un progetto per produrre dagli scarti degli agrumi energia sostenibile. Un’idea che consente anche di eliminare un costo importante derivante dallo smaltimento degli scarti di produzione.

La produzione industriale di succo di agrumi lascia un residuo umido, chiamato “pastazzo“, che rappresenta circa il 60% del quantitativo trattato.

Allo stato attuale, è gestito come fosse un rifiuto, con costi elevati. Solo in parte infatti può essere smaltito come ammendante in agricoltura e, in minime quantità, come mangime per animali, additivo per alimentazione umana o compost.

Basti pensare che smaltire oltre 340 mila tonnellate di pastazzo prodotte mediamente ogni anno, costa alla filiera oltre 10 milioni di euro (30 euro/tonnellata).




Così, è stato ideato “Energia dagli agrumi”, un impianto pilota che sfrutta polpe, semi e bucce residui per ottenere energia elettrica, biometano, bioprodotti e nutrienti per il terreno, attraverso la digestione anaerobica degli scarti.

La trovata potrebbe permettere di produrre energia pulita, distaccandosi dalla dipendenza da fonti fossili altamente inquinanti e permettendo di risparmiare i soldi di smaltimento del pastazzo.

Un piccolo impianto capace di valorizzare pastazzo di agrumi, altri sottoprodotti delle filiere agroalimentari mediterranee (sansa, vinacce, pale di fichi d’India) e colture in rotazione può fornire, ad esempio, 500 normal metri cubi di biogas ed attivare un generatore in grado di produrre 1 MW di energia elettrica, sufficiente per alimentare in media il consumo di 333 abitazioni.

Federica Argentati, Presidente Distretto Agrumi di Sicilia ha così commentato l’idea:Questo è un progetto che ha molteplici risvolti positivi. Il primo è quello di aver acceso i riflettori su un problema reale legato al riutilizzo di un sottoprodotto, il pastazzo, che da fattore critico ha tutte le potenzialità per divenire risorsa“.

Gli ideatori si dicono “sicuri che dopo questa fase di startup il progetto potrà continuare il proprio percorso in modo autonomo: primo per la qualità oggettiva della realizzazione industriale; secondo perché nasce da una richiesta e da un bisogno del territorio e del mondo produttivo”.

(Foto: liz west)

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