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Francia: stop all’obsolescenza programmata, previsto anche il carcere

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Obsolescenza programmata: nuova legge in Francia

La Francia mette un freno all’obsolescenza programmata: sarà punita con provvedimenti molto severi, prevista anche la reclusione.

Elettrodomestici che si guastano il giorno dopo la data di scadenza della garanzia. Stampanti che terminano il loro ciclo di vita in pochi mesi. Lampadine che si esauriscono nel giro di qualche settimana. Sono tutti episodi che possono rientrare all’interno del concetto di obsolescenza programmata. Sotto questo nome, indichiamo una serie di pratiche, che le aziende perpetrano ai danni dei consumatori e su cui si basa il modello economico dominante.

Obsolescenza programmata che cos’è

Secondo il teorico della decrescita Serge Latouche, l’obsolescenza programmata è uno dei pilastri della società dei consumi. Essa determina il ciclo di vita di ciò che acquistiamo,  rinvigorendo il fenomeno del consumismo.

Si tratta di una strategia ben precisa, creata dai produttori a danno dei consumatori. E dell’ambiente. Cosa succederebbe se le cose che comprate oggi durassero per sempre? Non avreste bisogno di comprarne di nuove! Perché questo non succede? Perché altrimenti l’economia si paralizzerebbe. E il sistema industriale non produrrebbe più lauti compensi.

Più esattamente, l’obsolescenza programmata è una una strategia volta a definire il ciclo vitale di un prodotto. In questo modo, la sua “vita” utile è limitata a un periodo prefissato. Dopo un certo tempo prestabilito, l’oggetto diventa inutilizzabile, perché guasto. Oppure diventa semplicemente obsoleto, perché non va più di moda, agli occhi dei consumatori. In questo caso, l’obsolescenza viene definita percepita o simbolica.

In Italia, l’anno scorso, è stata presentata una prima proposta di legge che mira in modo organico e strutturato a contrastare questo fenomeno. I deputati francesi, invece, sono andati ben oltre.

Il divieto francese: reclusione fino a 2 anni

Già nel 2012 e nel 2013 i politici francesi si erano impegnati per contrastare il fenomeno. Ora, invece, hanno addirittura votato un emendamento ad hoc, presente all’interno del nuovo disegno di legge sulla transizione energetica, che va a modificare l’articolo L213-1 del Codice del Consumo.

Il provvedimento prevede che chi organizza una «truffa al consumatore», «accorciando intenzionalmente la durata di vita di un prodotto sin dal suo concepimento», può ricevere una pena che prevede la reclusione fino a 2 anni e una multa fino a 300mila euro.

Perché tutto diventi effettivo, però, si dovrà comunque attendere che il disegno di legge venga discusso dall’Assemblea Nazionale e poi votato dal Senato. Secondo Eric Alauzet, Denis Baupin e Cécile Duflot, ex ministra per l’Housing durante la prima fase della presidenza Hollande, “queste pratiche sono nefaste per l’ambiente e pesano sul potere d’acquisto delle famiglie”. E la Francia ha fatto un bel passo in avanti per risolvere questo problema.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia francese per l’ambiente, gli acquisti di apparecchi elettronici sono aumentati di sei volte tra il 1990 e il 2007, mentre nello stesso periodo la spesa per le riparazioni è scesa del 40%.

Secondo quanto riporta Repubblica, “il 44% degli oggetti elettronici finisce in discarica senza neanche un tentativo di riparazione. Non è per caso che la Francia sia il paese in cui stanno rinascendo, grazie alla spinta del movimento dei makers, i laboratori di riparazione più noti come Repair Café”.

Se il provvedimento dovesse passare, potrebbe essere una prima grande vittoria in termini di tutela dei diritti dei consumatori.

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