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Fonti rinnovabili: le manovre di Renzi che affossano il settore

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Fonti rinnovabili: le decisioni del governo che affossano il settore, mantenendo alti gli incentivi alle fonti fossili. L’analisi di Greenpeace.

Al governo le fonti rinnovabili non piacciono proprio. Ne è convinta Greenpeace che, la scorsa settimana, ha pubblicato il suo rapporto Rinnovabili nel mirino“, che elenca i provvedimenti attuati dal governo Renzi a sfavore di fotovoltaico ed eolico e che avrebbero già portato alla perdita di migliaia di posti di lavoro nel settore e una fuga di investimenti.

Di questo tema avevamo già parlato a dicembre, analizzando un crollo in Italia di solare ed eolico causato proprio da alcune scelte fatte dal governo. Vediamo cosa dice Greenpeace in merito.

Secondo i dati riportati nel rapporto di Greenpeace, nel 2012 erano entrati in esercizio quasi 150 mila nuovi impianti fotovoltaici, mentre nel 2014, anno di insediamento del governo Renzi, i nuovi impianti entrati in esercizio sono stati appena 722.

Sul piano dei posti di lavoro, secondo uno studio redatto da Althesys per Greenpeace, in Italia con le fonti rinnovabili entro il 2030 si potrebbero garantire oltre 100 mila occupazioni nel settore delle rinnovabili. Eppure, nel 2015 se ne sono persi circa 4 mila nel solo settore dell’eolico.

E gli incentivi ai combustibili fossili aumentano: dai 12,8 miliardi nel 2013, si è passati ai 13,2 miliardi di dollari nel 2014. Il dato viene dal Fondo monetario internazionale, secondo cui, nel 2014, l’Italia si è classificata al nono posto in Europa per finanziamenti ai combustibili fossili. Il problema è che, mentre altri Paesi incentivano le rinnovabili con fondi per oltre 23 miliardi (come la Germania), nel nostro Paese al settore non vanno più di 11 miliardi.




Come spiega Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e clima di Greenpeace: “Facendo addirittura peggio dei suoi predecessori, Renzi è riuscito a ostacolare le energie rinnovabili su tutti i fronti: cambiando in corsa accordi già sottoscritti con lo Spalma incentivi, modificando la tariffa elettrica per frenare il risparmio energetico e finendo per causare un aumento delle nostre bollette, bloccando i piccoli impianti domestici, specialmente quelli fotovoltaici. Il governo ha messo in ginocchio un settore che nel resto del mondo crea occupazione e benefici sia all’ambiente sia ai cittadini”.

Ma non è tutto. Dai primi dati in elaborazione per l’anno 2015 risulta che  la potenza degli impianti entrati in esercizio è diminuita di circa il 30 per cento rispetto al 2014. Oltre il 60 per cento di questi sono piccoli impianti, contro cui il governo si sta particolarmente accanendo con alcuni provvedimenti, si legge nel Rapporto.

In mezzo a tutti questi dati, gli occhi non possono far altro che rimanere puntati sul prossimo referendum anti-trivelle

È possibile consultare il rapporto di Greenpeace a questo link: http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2016/clima/Rinnovabili_nel_mirino.pdf

(Foto: Ryan Mcdonald)

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