Home Sostenibilità Emilia Romagna il baratto contro la crisi, la proposta di legge

Emilia Romagna il baratto contro la crisi, la proposta di legge

272
0
CONDIVIDI

Una soluzione per arginare il problema della crisi, l’ha proposta l’Emilia Romagna, proponendo una forma di pagamento alternativo alla classica moneta. Il baratto sembra essere la soluzione, ma non una soluzione campata in aria, ma bensì presentata con un progetto di legge. Nel mese di novembre 2013, è stata presentata infatti, una proposta di legge che punta a promuovere delle diverse forme di economia solidale, i Gas (gruppi di acquisto solidale), il km zero e soprattutto lo scambio di beni e servizi al posto della moneta corrente. Un terreno su cui negli ultimi mesi sono sorte iniziative in tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, e che ora la regione guidata da Vasco Errani vuole regolamentare con una legge ad hoc. Il testo è stato presentato da un gruppo di consiglieri che abbraccia quasi tutti gli schieramenti, esclusi Pdl e Lega Nord, ed è frutto, come dichiarato nella relazione introduttiva, di una “stesura collettiva” avviata dopo una serie di incontri con i rappresentanti del Creser, ossia il coordinamento regionale per l’economia solidale.

L’idea non è nuova, in realtà. Soprattutto in Emilia Romagna, dove negli ultimi due anni ci sono stati diversi tentativi di ricorrere a forme di baratto, per far fronte alla carenza di liquidità. A Rimini, ad esempio, la Camera di commercio ha lanciato un progetto pilota denominato Quinc, che consiste in una rete economica di scambio, dedicata a imprese in difficoltà. Le aziende che aderiscono non utilizzano l’euro ma si scambiano beni e servizi, con un occhio di riguardo alle imprese più vicine, così da dare una mano all’economia locale. Altro esperimento è quello che prende il nome da una moneta locale virtuale, l’Emiro, creata da una società di Bologna. È vero, però, che è la prima volta che una Regione mette nero su bianco la volontà di incentivare e regolamentare tutte queste iniziative.

L’obiettivo, si legge nelle prime pagine del progetto di legge, “non è quello di assegnare un sostegno economico generico ad alcuni attori del sistema , ma quello di promuovere realmente, come Regione, tutta la rete di economia solidale partendo dalle prassi avviate e in via di definizione sul nostro territorio”. Per farlo è necessario riconoscere “il modello dell’economia solidale come strumento fondamentale per affrontare la crisi”, e impegnarsi “a sostenerlo e promuoverlo in tutti gli ambiti e settori in cui esso opera e si sviluppa, informando tutte le politiche regionali ai principi dell’economia solidale: eco compatibilità, valorizzazione e tutela delle risorse, equità, partecipazione, trasparenza, legame con il territorio, finanza etica, sostenibilità sociale, ecologica ed economica dello sviluppo”.

Oltre a sistemi di scambio non monetari, la legge punta a promuovere anche tutte quelle forme di credito solidale, insieme ai progetti che incoraggiano il commercio di prodotti locali a filiera corta, meglio se provenienti da aziende agricole che adottano metodi di produzione rispettosi dell’ambiente, della natura, della salute e dei diritti della manodopera. Nel testo sono previsti poi la creazione di un fondo regionale dedicato a realtà di finanza etica, e la realizzazione di una rete di “Centri per l’economia solidale”, grazie anche alla concessione da parte della regione “di spazi e locali a titolo non oneroso”.

Fonte www.ilfattoquotidiano.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here