Ecocidio: facciamolo diventare un crimine firmando la petizione

End Ecocide in Europe è un’iniziativa dei cittadini europei con l’obbiettivo di porre fine all’Ecocidio, ovvero i danni ambientali estesi, in Europa e oltre.

L’Ecocidio è “La distruzione estensiva, il danno o la perdita di ecosistemi di un dato territorio da parte di agenti umani o altre cause ad un livello tale da compromettere seriamente il godimento pacifico degli abitanti di questo territorio.” Vogliamo che l’ecocidio diventi un crimine per cui gli individui e le aziende possano essere ritenuti responsabili non solo attraverso multe e sanzioni economiche, bensì secondo il diritto penale.  

La nostra direttiva prevede la criminalizzazione dell’ecocidio nei casi seguenti:

–      Su territorio Europeo (inclusi territori marittimi)

–      Se commesso da cittadini o aziende europee, incluso se commesso al di fuori dell’UE

–      Favoreggiamento di Ecocidio da cittadini o aziende europee, inclusi investimenti in attività al di fuori dall’UE

–      E l’importo di prodotti causanti ecocidio in Europa

Perché questo accada dobbiamo raccogliere un milione di firme entro il 21 gennaio 2014, dopodiché la Commissione Europea sarà legalmente obbligata a considerare la nostra proposta di legge.

Suggeriamo inoltre che venga concesso un periodo di transizione per permettere alle aziende che commettono ecocidio di fermare le loro pratiche criminali, e ai governi che finanziano queste attività di interrompere i loro investimenti e sussidi, e piuttosto devovolverli in progetti per energie rinnovabili e simili.

Ciò che c’è di innovativo in questa iniziativa è che l’eventuale istituzione del crimine di ecocidio permetterebbe di includere in sé tutti i vari singoli casi di distruzione, danno o perdita ambientali per cui si protraggono battaglie da anni, ma che in mancanza di appropriati strumenti di difesa hanno perso l’attenzione che meritano. Una nuova legge li riassumerebbe tutti sotto lo stesso nome, agendo in maniera più efficace e non lasciando altro spazio all’indifferenza. Esempi di Ecocidio includono le perforazioni nell’artico, il fracking, la deforestazione, le sebbie bituminose, lo spopolamento degli alveari, lo spianamento delle montagne.

Per raggiungere l’obbiettivo prefisso entro la scadenza servono nuove collaborazioni, nuovi sostenitori e nuovi volontari che raccolgano firme e condividano questa notizia. In Italia Legambiente e Italia Nostra supportano l’iniziativa.

Manca poco tempo, ma l’obbiettivo è ancora raggiungibile e proprio per questo c’è bisogno di lavorare insieme in modo strutturato e strategico.

In questi giorni l’iniziativa ha raggiunto una critical mass e la notizia è diventata virale.

Un gruppo di volontari sta già lavorando in sostegno all’ICE con tutti i mezzi a disposizione: per maggiori informazioni o contribuire attivamente alla campagna e diventare volontario, si consiglia di visitare il sito. Per qualsiasi informazione, per aderire, o per scaricare i moduli firme si consiglia di visitare il sito www.endecocide.eu o di contattare la coordinatrice italiana Lucia [email protected]

End Ecocide in Europe è un’iniziativa dei cittadini europei con l’obbiettivo di porre fine all’Ecocidio, ovvero i danni ambientali estesi, in Europa e oltre.

L’Ecocidio è “La distruzione estensiva, il danno o la perdita di ecosistemi di un dato territorio da parte di agenti umani o altre cause ad un livello tale da compromettere seriamente ilgodimento pacifico degli abitanti di questo territorio.”

Vogliamo che l’ecocidio diventi un crimine per cui gli individui e le aziende possano essere ritenuti responsabili non solo attraverso multe e sanzioni economiche, bensì secondo il diritto penale.

La nostra direttiva prevede la criminalizzazione dell’ecocidio nei casi seguenti:

–      Su territorio Europeo (inclusi terrotori marittimi)

–      Se commesso da cittadini o aziende europee, incluso se commesso al di fuori dell’UE

–      Favoreggiamento di Ecocidio da cittadini o aziende europee, inclusi investimenti in attività al di fuori dall’UE

–      E l’importo di prodotti causanti ecocidio in Europa

Perché questo accada dobbiamo raccogliere un milione di firme entro il 21 gennaio 2014, dopodiché la Commissione Europea sarà legalmente obbligata a considerare la nostra proposta di legge.

Suggeriamo inoltre che venga concesso un periodo di transizione per permettere alle aziende che commettono ecocidio di fermare le loro pratiche criminali, e ai governi che finanziano queste attività di interrompere i loro investimenti e sussidi, e piuttosto devovolverli in progetti per energie rinnovabili e simili. 

Ciò che c’è di innovativo in questa iniziativa è che l’eventuale istituzione del crimine di ecocidio permetterebbe di includere in sé tutti i vari singoli casi di distruzione, danno o perdita ambientali per cui si protraggono battaglie da anni, ma che in mancanza di appropriati strumenti di difesa hanno perso l’attenzione che meritano. Una nuova legge li riassumerebbe tutti sotto lo stesso nome, agendo in maniera più efficace e non lasciando altro spazio all’indifferenza. Esempi di Ecocidio includono le perforazioni nell’artico, il fracking, la deforestazione, le sebbie bituminose, lo spopolamento degli alveari, lo spianamento delle montagne.

Per raggiungere l’obbiettivo prefisso entro la scadenza servono nuove collaborazioni, nuovi sostenitori e nuovi volontari che raccolgano firme e condividano questa notizia. In Italia Legambiente e Italia Nostra supportano l’iniziativa.

Manca poco tempo, ma l’obbiettivo è ancora raggiungibile e proprio per questo c’è bisogno di lavorare insieme in modo strutturato e strategico. In questi giorni l’iniziativa ha raggiunto una critical mass e la notizia è diventata virale. Un gruppo di volontari sta già lavorando in sostegno all’ICE con tutti i mezzi a disposizione: per maggiori informazioni o contribuire attivamente alla campagna e diventare volontario, si consiglia di visitare il sito.

Per qualsiasi informazione, per aderire, o per scaricare i moduli firme si consiglia di visitare il sito www.endecocide.eu o di contattare la coordinatrice italiana Lucia [email protected]

danni ambientali, ecocidio, inquinamento, inquinamento ambientale, perdita ambientale


Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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