Home Sostenibilità Se il Decreto Madia annulla la volontà popolare sull’acqua pubblica

Se il Decreto Madia annulla la volontà popolare sull’acqua pubblica

1524
0
CONDIVIDI

Acqua pubblica a rischio privatizzazione. Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua punta il dito contro il decreto Madia.

Il 12 e il 13 giugno del 2011 si è tenuto il referendum sull’acqua pubblica. Oltre 26 milioni di cittadini italiani si sono recati alle urne per votare contro la privatizzazione di questo bene essenziale.

Quell’anno, la stragrande maggioranza degli italiani ha scelto di abrogare il decreto Ronchi, che obbligava gli enti locali a mettere a gara anche la distribuzione dell’acqua nelle case, e di cancellare la voce della bolletta che garantiva “adeguata remunerazione del capitale investito dai gestori”.

Ma che fine ha fatto la volontà di quei 26milioni di votanti?

A distanza di 5 anni dal referendum sull’acqua pubblica il Forum italiano dei movimenti per l’acqua mette in guardia sulla possibilità che il Governo Renzi ignori la volontà popolare.

Sotto la lente d’ingrandimento il decreto Madia sui servizi pubblici locali, un provvedimento accusato di anteporre gli interessi dei privati al bene pubblico.

Nello specifico, il Forum critica la norma del decreto Madia che sancisce il divieto di gestione pubblica per i servizi a rete. Contemporaneamente, si esprimono dubbi anche sulla norma relativa alla determinazione delle tariffe, all’interno della quale gli operatori potranno tenere conto dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito.

Ciò che chiede dunque il Forum italiano dei movimenti per l’acqua è che il decreto Madia venga ritirato e ripristinato il testo originario della legge per l’acqua.




Ad aprile, infatti, la Camera dei deputati licenziato la proposta di legge sulla tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque, stravolgendo il senso del disegno di legge originario. In particolare, l’articolo 6 che prescrive l’affidamento del servizio idrico solo a enti di diritto pubblico pienamente controllati dallo Stato (niente Spa pubblico-privato).

Stando a quanto denunciano i movimenti, privatizzazione e profitto quindi potrebbero tornare a minacciare il diritto dei cittadini all’acqua pubblica perché “il governo ha deciso di muoversi lungo una direzione contraria, soprattutto con i decreti attuativi della legge Madia, i cui obiettivi espliciti, riportati nella relazione di accompagnamento, sono ‘la riduzione della gestione pubblica ai soli casi di stretta necessità’ e il ‘rafforzamento del ruolo dei soggetti privati‘”.

Non solo. “Il decreto Madia sui servizi pubblici locali vieta, inoltre, – sottolinea il Forum – la gestione pubblica per i servizi a rete, quindi acqua inclusa, e ripristina l”adeguatezza della remunerazione del capitale investito’ nella composizione della tariffa, nell’esatta dicitura che 26 milioni di cittadini avevano abrogato. E’ significativo che proprio mentre milioni di italiane e italiani stanno per votare le future amministrazioni delle loro città, il governo discuta un decreto che, di fatto, viola l’art. 75 della Costituzione e sposta la gestione dei servizi pubblici dai consigli comunali ai consigli di amministrazione“.

Il Forum chiede dunque di bloccare l’iter del decreto per difendere il diritto alla democrazia. L’appello è esteso anche ai cittadini, una raccolta firme su tutto il territorio nazionale per spingere il Governo Renzi a desistere dal progetto di legge.

(Foto: Jenn Durfey)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here