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Danimarca verso il BIO 100% entro il 2020

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Raddoppiare entro il 2020 la superficie coltivata con metodo biologico e biodinamico. È questo l’ambizioso progetto del governo danese che ha deciso di convertire tutto il Paese in agricoltura biologica. Per raggiungere il suo scopo, la Danimarca ha ideato un dettagliato piano di investimenti.

Dopo la crescita della Francia, ora è la volta della Danimarca, Paese in cui il settore ha raggiunto obiettivi importanti in termini di sostenibilità: dal 2007 fino a oggi, le esportazioni di prodotti bio danesi è cresciuta del 200 per cento. Non solo, l’8 per cento di tutti gli alimenti venduti è biologico. Numeri di non poco conto che, quest’anno, completano il quadro di un’importante ricorrenza: il marchio nazionale del bio, conosciuto dal 97 per cento dei danesi, compie venticinque anni.

Il governo ha però deciso di spingersi ancora oltre, puntando a trasformare tutta l’agricoltura nazionale in biologica.

Come dicevamo, per farlo, ha progettato un piano dettagliato molto ambizioso che prevede un investimento di oltre 53 milioni di euro, solo per il 2015.

Il primo obiettivo del progetto è quello di veder raddoppiato entro il 2020 la quota di terreno agricolo nazionale coltivato con metodi biologici. Oltre a questo, il governo danese intende incrementare le mense pubbliche bio e supportare economicamente tutti i produttori e gli investitori che si dedicheranno al biologico.

Il piano, così per come è stato sviluppato, punta a rafforzare le aree di sviluppo e il lavoro esistente, basandosi su diversi punti chiave:

  • Nel triennio 2015-2018 il governo ha previsto 3,6 milioni di euro volti a supportare la conversione, conservazione e sostenibilità delle aziende biologiche, e a sovvenzionare progetti biologici sperimentali.
  • Saranno stanziati più di  1,3 milioni di euro l’anno per sostenere la potenzialità di sviluppo e di competitività dell’agricoltura biologica attraverso il Fondo per l’Agricoltura Biologica.
  • A partire dal 2016, il governo lavorerà per destinare ulteriori 670mila euro l’anno per progetti biologici con particolare priorità, finanziati attraverso i fondi agricoli.




In linea generale, il governo rafforzerà i canali informativi inerenti ai sussidi destinati ai produttori biologici nel 2015.

Infine, sarà nominato un gruppo di lavoro con rappresentanti provenienti dal comparto, dagli istituti finanziari, dalla ricerca e da altri settori interessati che avrà il compito di monitorare i progetti esistenti e identificare gli ostacoli alla creazione di nuove forme di proprietà e di esercizio.

Il ministero della Difesa ha infine dichiarato di voler convertire al biologico anche gli 1,1 milioni di pasti serviti ogni anno nelle basi militari e nelle altre mense di competenza, precisando che attualmente nella parte occidentale del Paese già il 40 per cento del cibo consumato dalle forze armate proviene da coltivazioni biologiche.

Il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità della Danimarca prevede anche un piano di azione formativo rivolto ai più piccoli. Come ha spiegato il ministro della Pubblica istruzione Christine Antorini: “Vogliamo aumentare il livello di consapevolezza che i bambini e i giovani hanno riguardo il cibo biologico e attraverso la riforma scolastica in corso stiamo migliorando la conoscenza dell’agricoltura biologica con l’insegnamento nelle ore di scienze e attraverso corsi dedicati al cibo. Vogliamo anche avviare un dialogo con i comitati consultivi per la formazione agricola per rafforzare la loro attenzione per la produzione biologica”.

(Foto: http://islam.ru/)