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Dagli scarti delle mele fazzoletti e divani in eco-pelle

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Eco-pelle e carta realizzate con gli scarti delle mele. Ecco il progetto italiano che crea fazzolettini, scatole e rivestimenti per divani con gli avanzi delle nostre aziende melicole.

E se carta ed eco-pelle venissero create con gli scarti delle mele?

Il riciclo di materiali,tra cui gli scarti di produzione della frutta, ha veramente delle potenzialità enormi. Abbiamo visto ad esempio come dalle bucce delle arance si possano creare tessuti, ma anche cosmetici, i funghi possano essere trasformati in bioplastica e i fondi di caffè in fertilizzanti. Tra tutte le risorse che l’Italia può utilizzare, una in particolare racchiude grosse potenzialità: gli scarti delle mele. Una cosa che riguarda soprattutto il Trentino Alto Adige, dove viene prodotto circa il 70% della produzione nazionale di mele.

È questo il progetto avviato grazie all’intuizione di Alberto Volcan, un ingegnere altoatesino che, in collaborazione con i massimi esperti del Politecnico di Milano e gli innovatori dei più prestigiosi istituti di ricerca tedeschi, ha trovato il modo per utilizzare gli scarti delle mele per creare fazzolettini o rotoli di carta e tessuti in eco-pelle.

Si è partiti effettuando dei primi esperimenti su scarsi quantitativi di scarti riciclati attraverso qualche azienda melicola dell’Alto Adige. Dopo i primi successi, si è arrivati oggi a trasformare una media di 30 tonnellate al mese di scarti delle mele, grazie anche alla collaborazione di diverse imprese.




Per produrre la carta, gli scarti delle mele concorrono alla realizzazione fino a un massimo del 25% dei materiali utilizzati, per la pelle fino al 30%.

Come spiega Hannes Parth, fondatore di Frumat, un laboratorio di analisi chimiche realizzato nel 2009 a Bolzano: “Il primo prodotto che abbiamo realizzato è stata la cartamela, un prodotto creato con pura cellulosa arricchita con gli scarti di lavorazione delle mele che dopo l’iniziale produzione di carta igienica, oggi trova diverse declinazioni sia come rotoli da cucina, fazzolettini da naso, scatole per il packaging. La nostra ricerca e le nostre sperimentazioni però non si fermano e ora siamo impegnati nella realizzazione della pellemela, un prodotto ottenuto sempre dagli scarti di lavorazione delle mele ma destinato alla legatoria, alle calzature e ai rivestimenti di divani e sedie“.

Ma non è solo l’Italia a utilizzare gli scarti delle mele per la creazione di eco-pelle o carta. Anche Germania, Austria, Svizzera e Francia hanno i loro progetti, “tuttavia – spiega Parth – nell’arco di pochi anni ho potuto constatare che anche nel nostro Paese le aziende interessate a produrre utilizzando scarti ottenuti dalla lavorazione industriale di alimenti, in questo caso specifico quelli delle mele, sono in continuo aumento“.

(Foto: zoghal)

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