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Da cementifici a inceneritori: arriva il sì del Senato

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Tempo fa avevamo accennato alla presenza di un possibile decreto, portato avanti dall’allora Ministro Clini, che avrebbe consentito di bruciare  più rifiuti negli inceneritori, usando anche cementifici e altre industrie dotate di altoforno.

A tal proposito, era prevista la possibilità di sostituire parzialmente i combustibili fossili, di solito utilizzati nei cementifici, con il cosiddetto combustibile solido secondario (CSS), ricavato dalla frazione secca dei rifiuti con l’aggiunta di altre componenti.

Questa, secondo Clini, era una possibile soluzione per attenuare il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, diminuendone il costo e strappandoli al circuito della malavita. Era l’aprile del 2012.

All’epoca dei fatti, avevamo già espresso la nostra diffidenza sulla questione. Da allora, molte cose sono cambiate, ci sono state le elezioni, si è formato il nuovo governo e, ieri, è arrivato il parere definitivo del Senato. Ma procediamo con ordine.

Quando Corrado Clini aveva sottoposto la sua proposta alle commissioni di Camera e Senato si stava attraversando l’ultimissima fase della legislatura. Dopo il primo via libera della commissione ambiente del Senato, lo scorso 11 febbraio, l’omonima commissione della Camera aveva espresso parere contrario alla proposta di Clini per un provvedimento che “avrebbe arrecato gravi danni ambientali”.

Da febbraio a ieri, però, il ministero non si è arreso ed ha lavorato per tornare alla carica con una proposta che, alla fine, durante la discussione di ieri al senato, è stata accettata.

Il Senato, si legge sulle agenzie stampa, “ha approvato la mozione di maggioranza sulla combustione di rifiuti nei cementifici che impegna il Governo ad “approfondire le condizioni tecnologiche e operative attraverso cui avviene l’impiego del Css (Combustibile solido secondario) in altri Paesi europei” e “ad avviare approfondimenti tecnici per verificare se e a quali condizioni l’utilizzo del Css nei cementifici non determina rischi per la salute e per l’ambiente”.

La mozione è stata approvata con i voti di Pdl, Pd e Scelta Civica. Si sono opposti solo Sel e M5S.

In particolare, il M5S aveva presentato una mozione contraria alla proposta dell’allora ministro Clini, adducendo alcune tesi a sfavore dell’utilizzo dei cementifici per l’incenerimento dei CSS.

Nella mozione, pubblicata il 6 agosto 2013 e respinta ieri al Senato, si evidenziava in diversi punti l’inaccettabilità della proposta, in termini di pericolosità per l’ambiente e per la salute dei cittadini.

Ecco brevemente gli argomenti a sfavore della legge, ripresi dalla mozione del M5S:

  • i cementifici sono impianti industriali altamente inquinanti (con o senza l’uso dei rifiuti come combustibile);
  • un cementificio produce di solito almeno il triplo di anidride carbonica rispetto ad un inceneritore classico;
  • la combustione di rifiuti nei cementifici comporta una variazione della tipologia emissiva di questi impianti, in particolare in merito all’emissione di diossine e composti organici clorurati;
  • la combustione di CSS nei cementifici causa un significativo incremento delle emissioni di metalli pesanti, in particolare mercurio;
  • l’utilizzo del CSS nei cementifici prevede l’inglobamento delle ceneri tossiche prodotte dalla combustione dei rifiuti nel clinker prodotto, e quindi nel cemento;
  • nel nostro Paese mancherebbe un serio ed efficace sistema nazionale di controlli ambientali;
  • utilizzare i combustibili solidi secondari è dannoso per la salute e soprattutto non è etico in quanto il riciclo è un preciso dovere;
  • non si rispettano le disposizioni europee sul recupero della materia che è prioritario nella gerarchia d’intervento.

Nonostante le evidenze presentate nella mozione esposta dal M5S, è passata la linea del governo. Una cosa che non è stata accolta positivamente soprattutto dai politici presenti nelle zone a più alto rischio colpite già da una drammatica situazione ambientale.

Come Vincenzo D’Anna (Pdl), vicepresidente della commissione Politiche Ue che, in totale contraddizione con le scelte del suo partito, ha affermato: “Mi sono opposto e farò di tutto, insieme con i sindaci e le popolazioni interessate, per impedire che la mozione proposta dal Governo, ed approvata dal Senato, con la quale si prevede la possibilità di smaltire ecoballe negli altiforni dei cementifici, sia applicata in provincia di Caserta”.

Ma perché preoccuparsi, visto che chi è a favore continua ad affermare che il co-incenerimento dei CSS nelle cementerie non presenta alcun rischio per la salute dei lavoratori e dei cittadini e in più è economicamente vantaggioso?

(Foto: Utente Flickr Owen Byrne)

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