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Cosa c’e di vero sulla “svendita” del mare della Sardegna alla Francia

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Acque italiane o francesi, alcuni chiarimenti sull’accordo che avrebbe svenduto la parte più pescosa del mare della Sardegna alla Francia.

Il mare della Sardegna è stato davvero ceduto alla Francia? In questi giorni si sa facendo un gran parlare della vicenda che ha riguardato un peschereccio sardo abbordato da una motovedetta dalla Douane francese e posto sotto sequestro.

Il peschereccio, lasciato il porto di Alghero, avrebbe gettato le reti per la pesca al gambero al confine terrestre italo-francese, in acque territoriali italiane secondo il vecchio accordo del 1892, ma francesi secondo la nuova ratifica del 2015. Per questo, le autorità francesi hanno disposto il sequestro dell’imbarcazione. Il peschereccio è stato dissequestrato, ma la vicenda ha acceso i riflettori su un importantissimo accordo che riguarda l’Italia e la Francia e riguardante la linea di demarcazione delle acque territoriali.

Ma procediamo con ordine.

Come riporta Il Fatto Quotidiano, il 21 marzo 2015, un nuovo accordo sul controllo marittimo avrebbe assegnato alla Francia alcune aree particolarmente pescose del mare della Sardegna: la fossa del cimitero costituita da cinque punti di pesca, profondi da 550 a 900 metri, ribattezzati dai pescatori italiani Cimitero, Fuori Sanremo, Ossobuchi, Vapore e il Banco. Uno scrigno naturale dove si riproducono e vivono i gamberoni rossi. Si tratta di una specie pregiatissima, di notevole importanza per l’attività dei pescatori sardi.

A tal proposito, nei giorni scorsi, l’ex presidente della Regione Sardegna Mauro Pili ha lanciato una petizione sul sito Change.org indirizzata a Matteo Renzi nella quale denuncia: “I mari a nord della Sardegna diventano francesi. Con un blitz senza precedenti il governo Renzi ha ceduto alla Francia le acque più pescose al Nord della Sardegna. Un’operazione scattata nei giorni scorsi quando un peschereccio sardo una volta lasciato il porto di Alghero e raggiunte le tradizionali aeree di pesca al nord dell’Isola si è sentito intimare dalle autorità francesi lo stop immediato. […]  E’ solo così che tra ieri e oggi si è scoperto che un  accordo internazionale siglato dal Ministro degli esteri francese Fabius e quello italiano Gentiloni aveva ceduto porzioni infinite di mare alla Francia, guarda caso quelle aree notoriamente più pescose e battute dalle imbarcazioni della flotta sarda“.




L’accordo, in realtà, non è ancora operativo perché è stato ratificato dalla Francia, ma non dall’Italia. A quanto pare, dunque, le autorità francesi avevano erroneamente considerato valido un documento che non lo era.

Sembra che per il momento proteste e mobilitazioni abbiano sortito i primi effetti. Nei giorni scorsi, infatti, i pescatori sardi sono entrati nella zona di mare che i francesi avevano vietato, senza essere bloccati. Per adesso, dunque, i diritti di pesca restano immutati; una cosa che non risolve il problema della presenza di un accordo, a svantaggio dell’Italia, che deve essere ancora ratificato dal nostro Paese.

A tal proposito, dalla Liguria è partita una nota formale al ministro degli Esteri e a quello delle Politiche alimentari, Martina per chiedere un incontro congiunto con le Regioni Toscana e Sardegna.

E, naturalmente, è proprio la regione Sardegna che in questi giorni sta alzando più di tutti la voce. Mauro Pili, deputato di Unidos, ha affermato: “La Regione non può continuare a dormire, i francesi stanno bloccando i pescatori sardi e questo non solo è fuorilegge, ma deve essere impedito con azioni immediate“.

I rappresentanti delle marinerie di Golfo Aranci, Santa Teresa di Gallura, Palau, Olbia, Porto Torres, Siniscola, Alghero si stanno organizzando per chiedere al Governo di “revocare immediatamente l’accordo che regala alla Francia i mari a nord della Sardegna“.

Un accordo che, stando sempre a quanto affermato da Pili, non avrebbe coinvolto né le regioni interessate, né le categorie dei pescatori “che oggi si vedono vietare un tratto di acque internazionali, cedute alla Francia, uno specchio acqueo molto importante per la loro attività. Grazie a questo accordo di una gravità inaudita, la Francia passa dalle 12 alle 40 miglia, nonostante le dichiarazioni degli esponenti del Pd che continuano a negare e a coprire il misfatto del governo Renzi: lo dicano ai pescatori del Nord Sardegna che si tratta di una bufala“.

(Foto: Dana)

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