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Cambiamenti climatici in Italia: online la Strategia nazionale di adattamento

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Lo scorso 29 ottobre, il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Andrea Orlando, ha presentato un documento intitolato “Elementi per una Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici”. Il testo, aperto a consultazione pubblica fino al 31 dicembre, ha lo scopo di definire un quadro di riferimento per affrontare i cambiamenti climatici in Italia nel lungo periodo.

Un documento di oltre 80 pagine, elaborato da circa 100 scienziati ed esperti nazionali e attualmente in via di modifica, in base anche alle proposte di modifica che ciascun cittadino può condividere utilizzando un apposito form messo a disposizione sul sito del ministero

Ha spiegato il ministro Orlando: “Non si parla solo di nuovi investimenti, ma di cambiare le politiche già in atto. È importante ripensare il Paese come se fosse collocato a un’altra latitudine e prepararlo al clima che sta cambiando. I primi segnali sono sotto agli occhi di tutti: lunghi periodi di siccità si alternano a temporali brevi e intensissimi che producono allagamenti, distruzioni, vittime”.

Secondo il Ministro e gli addetti ai lavori, è assolutamente necessario intensificare gli sforzi in questo momento, ponendo l’attenzione su una strategia che pone al primo posto ricerca e innovazione.

Secondo quanto affermato nel documento, si stima, infatti, che il cambiamento del clima, con un riscaldamento medio di 0.9°, possa generare una perdita tra lo 0,12 e lo 0,16 punti percentuale del Pil al 2050. Una somma corrispondente a circa 20-30 miliardi di euro, spalmata in settori come il turismo e l’economia delle regioni alpine.

Nella stesura del documento, sono stati individuate azioni indirizzate ad alcuni settori di rilevanza socio-economica e ambientale più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Tra questi, sono stati studiati in particolare due casi speciali nazionali: l’area alpina ed appenninica e il distretto idrografico padano, per la rilevanza a livello nazionale che rivestono in termini di impatto sui sistemi ambientali, sul territorio e sull’economia.

Nello specifico, si legge: “Gli impatti negativi attesi nei prossimi decenni sono correlati principalmente ad un innalzamento eccezionale delle temperature medie e massime (soprattutto in estate) all’aumento della frequenza di eventi meteorologici estremi (ondate di calore, siccità ed episodi di precipitazioni piovose intense) ed alla riduzione delle precipitazioni annuali medie e dei flussi fluviali, con conseguente possibile calo della produttività agricola e perdita di ecosistemi naturali”.

Tra gli aspetti presenti nella Strategia, particolare attenzione viene data anche alla possibilità di realizzare un censimento delle aree più a “rischio” per intervenire in modo “urgente”. Lo stesso documento parla di “alluvioni lampo” (bombe d’acqua) ed “eventi estremi” come di alcuni dei pericoli che corre il nostro Paese.

Per questo, tra le misure da adottare si pensa a una rete meteo-idro-geologica, alla mappatura delle aree più a rischio, ai sistemi di previsione in tempo reale e anche alla possibilità di ‘assicurazioni’ quali strumenti economici per la gestione del rischio climatico.

Sinteticamente, possiamo dire che gli obiettivi generali del documento, sono finalizzati a:

  • migliorare le conoscenze sui cambiamenti climatici e sul loro impatto;
  • descrivere le vulnerabilità del territorio associate e le opzioni di adattamento;
  • promuovere la partecipazione e aumentare la consapevolezza al fine di definire strategie e piani di adattamento, integrati efficacemente alle politiche di settore;
  • supportare la sensibilizzazione e l’informazione sui possibili rischi e pericoli;
  • identificare le migliori opzioni, coordinando e definendo le responsabilità.

Secondo gli addetti ai lavori, considerata la natura interdisciplinare dell’argomento e la sua complessità, è necessario avviare un dialogo con le parti interessate e con la società civile, in modo da poter superare eventuali barriere ad azioni o misure di adattamento.

Per questo, il Ministero lo scorso 30 ottobre ha avviato la consultazione pubblica sul documento. Il questionario potrà essere compilato entro il 31 dicembre a questo link.

In più, è previsto per oggi, 9 dicembre, un incontro tra il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e di categoria, per approfondire i temi trattati nella bozza “Elementi per una Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici”.

L’incontro con le associazioni arriva dopo la Conferenza mondiale Onu sui cambiamenti climatici, in cui il ministro, vedendo le associazioni presenti, aveva rimandato proprio ad un approfondimento una volta rientrato in Italia.

Una volta adottata ufficialmente, la strategia si trasformerà in piano nazionale di adattamento e potrà, dunque, diventare operativa tramite l’individuazione di priorità, lo stanziamento delle risorse economiche e il monitoraggio e la valutazione dell’attuazione mediante indicatori di performance.

Il testo completo è scaricabile a questo link.

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(Foto: Utente Flickr Nattu)

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