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Buoni sconto in cambio di rifiuti: gli eco-compattatori si diffondono in tutta Italia

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Guadagnare con il riciclo. Sono sempre di più le città in Italia che hanno deciso di dotarsi di eco-compattatori, cioè raccoglitori di materiali che rilasciano ai cittadini dei buoni sconto da spendere negli esercizi convenzionati.

Qualche tempo fa, abbiamo visto l’esempio di Roma con il progetto Plasturgica, per il recupero delle bottigliette di plastica; oppure, il progetto FareRaccolta®, inaugurato a settembre dello scorso anno.

Nell’ultimo anno, 40 Comuni, 50 scuole e 160 supermercati italiani hanno avviato progetti simili. In cambio di 50 bottiglie, viene emesso un buono del valore di 2 euro, da utilizzare su una spesa da 20, o ancora prodotti e servizi gratuiti.

I rifiuti, ridotti di volume negli appositi contenitori, vengono consegnati direttamente alle aziende di riciclaggio che si occupano del servizio, senza passare dalla discarica o dai siti di stoccaggio.

Si legge su Il Fatto Quotidiano: “Oltre a limitare l’impatto ambientale, l’eco-compattatore garantisce un risparmio economico, soprattutto nel lungo periodo: in 12 mesi ha contratto del dieci per cento il consumo di carburante per il trasporto dei rifiuti e aumentato del 4,5 per cento la quantità di plastica raccolta, sottraendola dalla immondizia indifferenziata, che rappresenta un costo non indifferente per le amministrazioni cittadine (in media 150 euro a tonnellata)”.

Uno degli impianti più utilizzati è Garby. Questo dispositivo ha la capacità di contenere mille bottiglie in plastica al giorno, pari a 500 litri. È dotato di tre bocche: una per la plastica Pet trasparente o azzurrina (bottiglie di acqua), una per quella colorata, un’altra a scelta per l’Hdpe (Polietilene ad alta densità), cioè i flaconi o le lattine di alluminio.

Questo impianto è capace di smaltire dagli 800 chili a una tonnellata di materiale riciclabile.

L’apparecchio, così come in generale tutti gli eco-compattatori, è ceduto in comodato d’uso a Comuni, scuole ma anche a privati.

Naturalmente, ditte produttrici e operatori concessionari hanno il loro guadagno su questa attività. Si legge: “Sul posto un operatore concessionario si occupa della manutenzione e si mette in tasca l’80 per cento delle vendite dei rifiuti. Il resto va alla ditta produttrice dell’eco-compattatore. Le attività coinvolte dagli eco-bonus devono pagare dai 30 ai 50 euro al concessionario per la pubblicità affissa sull’impianto, stampata sullo scontrino e inserita sul portale web”.

Narni, in provincia di Terni, è uno dei Comuni virtuosi che, grazie agli impianti installati, potrà risparmiare 12 mila chili di spazzatura all’anno.

In alcuni casi, le amministrazioni virtuose decidono di utilizzare i soldi risparmiati grazie a questa raccolta speciale, per attuare progetti eco-sostenibili o ridurre la tassa sui rifiuti. Anche se, fino adesso, solo il 5% dei Comuni che hanno deciso di affiliarsi al progetto Garby prevede un’agevolazione fiscale per i cittadini più attenti.

Luca Beghetto, uno dei responsabili del progetto Garby, sottolinea che, alla fine del 2014 le isole ecologiche saranno 600 e conclude affermando che “l’obiettivo dell’Italia dovrebbe essere ‘il vuoto a rendere’, come accade in Germania e in Norvegia: su ogni bibita c’è una cauzione di 20 centesimi, che il cittadino recupera se rende la bottiglia al supermercato”.

C’è sempre un margine per migliorare e, per fortuna, in alcune città si è già capito quale strada adottare.

Fonte

(Foto: garby.it)