Home Sostenibilità Azienda cinese sostituisce uomini con operai robot

Azienda cinese sostituisce uomini con operai robot

839
0
CONDIVIDI
Robots welding in a production line

Sostituire progressivamente il lavoro delle persone con i robot.

È questo ciò che sta succedendo in Cina, dove a Dongguan, l’ex “fabbrica del mondo”, una grossa azienda privata che fabbrica cellulari si è imposta come obiettivo quello di ridurre del 90% l’attuale forza lavoro sostituendola con un migliaio di operai robot.

Chen Xingqi, presidente della  Shenzhen Everwin Precision Technology Co, l’azienda in questione, ha previsto che, grazie all’automazione dell’impianto, basteranno solo duecento impiegati per mandare avanti il lavoro, rispetto agli attuali 1800. Mille robot industriali, infatti, sostituiranno le persone impiegate e le duecento unità inserite nell’industria saranno solamente tecnici di software e di gestione del personale.

In questo modo, la capacità di produzione annuale dell’azienda potrà assestarsi intorno ai 280 milioni di euro, con un grosso risparmio in termini di salari e di…seccature.

Quello dell’automazione dei posti di lavoro è un fenomeno tutt’altro che isolato: da settembre, la regione del Guandong (dove si trova appunto Dongguan) avrebbe già avviato la “robotizzazione” di 500 fabbriche, rendendo superflui circa 30mila lavoratori. Numeri che, secondo Il Fatto Quotidiano, sono destinati a triplicare entro il 2016. Un’operazione per cui sembra che il governo abbia messo a disposizione un piano di investimenti di 135,5 miliardi di euro per i prossimi tre anni.

Non solo: sembra che saranno messi a disposizione dei sussidi  per tutte quelle aziende che decideranno di avviare il processo di automazione nei loro stabilimenti. Cifre che si aggirano intorno ai 20-70 milioni di euro.

Una decisione che sarebbe collegata alla crescente carenza di manodopera.


Secondo un recente rapporto condotto dall’Ufficio nazionale di statistica, la forza lavoro sarebbe infatti più vecchia, istruita e costosa di quella degli anni precedenti.

L’età media ha superato i 38 anni, e il salario mensile è arrivato a più di 400 euro. E il 24% dei lavoratori ha un diploma di scuola superiore o addirittura una laurea.

Una condizione che avrebbe messo “in difficoltà” i piccoli e medi imprenditori che soffrono la crisi e che, quindi, hanno visto come possibile soluzione l’automazione del processo produttivo.

Anche la Foxconn, ad esempio, una delle più grandi multinazionali di assemblaggio di componenti elettronici aveva annunciato già nel 2012 il suo piano di automazione.

I robot non si ammalano, non protestano, non consumano, non si suicidano, ma è davvero questa la soluzione giusta per rivoluzionare il mercato e combattere la crisi?

(Foto in evidenza: themanufacturer)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here