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Approvato Ddl Ambiente: quali sono le misure previste dall’ “Agenda Verde”

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Nei giorni scorsi, il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, il ddl collegato alla legge di Stabilità in materia di ambiente, green economy e uso razionale delle risorse naturali. Ecco cosa prevede.

Il Cdm ha approvato in questi giorni quella che il Governo stesso ha definito un’“Agenda Verde”, ovvero un pacchetto di norme in ambito ambientale che dovrebbero semplificare il quadro normativo italiano.

Il provvedimento è composto da una trentina di articoli e si occupa, nello specifico, di protezione della natura, valutazione dell’impatto ambientale, acqua pubblica, gestione dei rifiuti, servizio idrico e appalti verdi. Restano fuori, si legge, due punti su cui si era precedentemente discusso: una norma sulla contabilità ambientale e una sui trasporti marittimi e le “carrette del mare”.

Vediamo uno ad uno alcuni dei punti contenuti nel provvedimento.

Tariffa sociale per l’acqua

Viene introdotta per la prima volta una tariffa sociale per l’acqua. L’obiettivo, si apprende dalle agenzie di stampa, sarebbe quello di rafforzare la natura “pubblica” di questo bene, così come richiesto dai referendum del 2011. Saranno previste delle tariffe agevolate per gli utenti domestici a basso reddito, per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali. Il provvedimento si pone inoltre l’obiettivo di contrastare il crescente fenomeno della morosità, evitando che i costi ricadano sugli utenti non morosi.

Sistema idrico

È prevista, per il servizio idrico nazionale, l’istituzione di un Fondo di Garanzia, necessario per l’ammodernamento delle reti. Secondo quanto affermato dallo stesso ministro Orlando: “Il nostro sistema idrico e vecchio ed è stato stimato che tra il 25 e il 30% dell’acqua si disperde prima di arrivare al rubinetto”.

Gli appalti verdi

Tra gli altri provvedimenti previsti all’interno del decreto, trova spazio una nuova disciplina dei bandi pubblici. Sarà infatti introdotto il concetto di “appalto verde” che andrà a privilegiare le aziende che offrono beni derivanti da riciclo, riuso o che abbiano fatto scelte sostenibili. Spiega Orlando: “Per dirla con un esempio tra una risma di carta normale e una risma di carta riciclata, la pubblica amministrazione si impegna a comprare una risma di carta riciclata”.

Un incentivo dunque a tutte quelle imprese munite di registrazione EMAS o di marchio Ecolabel. Il beneficio consiste in una riduzione del 20% della cauzione a corredo dell’offerta, anche nell’ottica di permettere alle aziende più ecofriendly di offrire prezzi più vantaggiosi.

Raccolta differenziata

Per ciò che concerne il settore “rifiuti” il ddl introduce una serie di incentivi volti a premiare i comuni virtuosi. I comuni che non raggiungeranno gli obiettivi fissati dal ministero verranno multati; quelli più efficienti, invece, potranno pagare solo il 20% della tassa regionale sui rifiuti. Con la raccolta differenziata, il ddl punta a raggiungere il 65% entro la fine del 2020, a fronte di una percentuale che oggi è del 39,9%.

Aree a rischio

Un altro punto toccato dal decreto è quello delle misure per arginare i disastri idrogeologici. L’obiettivo è quello di snellire la burocrazia per demolire in maniera più agevole le costruzioni abusive realizzate in aree ad elevato rischio.

Inceneritori

Verrà fatto un censimento degli inceneritori italiani per controllare, innanzitutto, il loro effettivo funzionamento e, in secondo luogo, per valutare la possibilità di una conversione degli stessi in impianti per la raccolta differenziata.

 

È previsto inoltre un cambiamento per ciò che riguarda la nomina dei direttori dei parchi nazionali, lasciando al ministro solo quella sul presidente. Commissioni Via e Aia saranno unificate, con una conseguente riduzione dei componenti e taglio di retribuzioni.

Secondo Realacci, presidente della commissione Ambiente: “Il via libera al collegato Ambiente ha un’importanza particolare vista la debolezza dell’ambiente nella Legge di Stabilità, dove sarebbe necessario almeno aumentare le risorse per la difesa del suolo, per il 2014 ferme a 30 milioni, e stabilizzare l’eco-bonus”.

Un po’ delusa, invece, Legambiente che, pur ammettendo  “un primo utile passo per le politiche ambientali”, spera che il Governo si occupi presto anche della norma sugli incidenti in mare, rimasta fuori a questo giro.

Altra grande assenza registrata in questo testo ed evidenziata da Michele Sacerdoti, Presidente della Commissione Lavoro, Attività Produttive e Sicurezza del Consiglio di Zona 3 del Comune di Milano, sarebbe un articolo, scomparso nella forma più recente del testo, che prevedeva accordi di programma ed incentivi per l’acquisto di prodotti derivanti da materiale post consumo.

La bozza più recente del testo (la versione ufficiale sarà pubblicata nella G. U. e non è ancora disponibile) è visionabile a questo link.
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(Foto: consiglioaperto.blogspot.it)

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