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Ancona: le reti da pesca dismesse si trasformano in bikini e calzini di qualità

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Pescatori, subacquei, amministrazioni locali, ricerca scientifica, Ong e industria di riciclo del nylon, tutti insieme per dar vita a un progetto di recupero delle reti da pesca. L’obiettivo è quello di trasformare il materiale dismesso in nylon di alta qualità, adoperato per creare nuovi prodotti, quali calzini, costumi da bagno e tappeti. Le reti vengono rigenerate e trasformate in modo da produrre nylon Econyl di alta qualità.

Il progetto è stato elaborato da Defishgear e Healthy Seas e la prima città italiana ad aderire sarà Ancona. Il porto della città adriatica sarà infatti il primo punto di raccolta nazionale.

In particolare, saranno due le iniziative a essere avviate subito dopo l’estate: un punto di raccolta delle reti dismesse e di quelle utilizzate nell’area del porto di Ancona, che avverrà presso la Cooperativa Motopescherecci, e un’altra attività di raccolta delle reti a mare realizzata grazie al supporto degli operatori subacquei messi a disposizione in un paio di località in Croazia. Si parla di una vera e propria azione di bonifica dei fondali costieri, ottenuta grazie al coinvolgimento dei pescatori locali. I rifiuti solidi, che giacciono sul fondo o sono presenti in superfice, costituiscono una fonte di inquinamento e una minaccia per gli organismi marini.

Le attività del progetto sono state avviate  nel corso di un incontro presso il Consorzio Pesca di Ancona, avvenuto tra i rappresentanti del progetto comunitario DeFishGear e della Healthy Seas Initiative.

Il progetto DeFishGear nasce dal coinvolgimento di 16 beneficiari e 4 associati provenienti da tutti i Paesi che si affacciano sul Mare Adriatico, dall’Italia alla Grecia.

L’obiettivo della rimozione dei rifiuti, finalizzata alla creazione di prodotti tessili di qualità, potrebbe essere una risposta concreta e creativa a un problema reale e pressante, frutto della sinergia tra le diverse realtà presenti sul territorio.

(Foto: loloieg)