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Ambiente: a rischio norme su rifiuti e smog. Retromarcia della Commissione

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Tensioni a Bruxelles. La Commissione europea potrebbe presto ritirare, annacquare o ridimensionare due pacchetti di proposte legislative molto importanti per l’ambiente e la salute dei cittadini dell’Unione europea. La decisione dovrebbe essere presa oggi, durante la riunione che si terrà a Strasburgo sulla definizione del programma di lavoro 2015.

Le proposte legislative che stanno aizzando gli animi riguardano la qualità dell’aria (che dovrebbe fissare limiti più stringenti per emissioni nocive come anidride solforosa, particolato e ossidi d’azoto) e la cosiddetta “economia circolare”, che impone un giro di vite sugli obiettivi di riciclaggio dei rifiuti (70% per quelli municipali e 80% per quelli da imballaggi entro il 2030), vietando anche di gettare in discarica qualunque materiale riciclabile. Proposte che potrebbero in un caso essere ridimensionate e nell’altro addirittura ritirate.

La questione ha infiammato gli animi di cittadini e associazioni ambientaliste europee, che in queste ore si stanno mobilitando attraverso lettere e raccolte firme per fermare lo stralcio dei provvedimenti.

Siamo molto preoccupati dal fatto che la tutela e la sostenibilità ambientale non solo siano assenti dal piano di lavoro della Comissione per il 2015, ma che stiate progettando di eliminare” le due proposte legislative su qualità dell’aria e rifiuti. Queste le preoccupazioni espresse dagli ambientalisti europei nella loro lettera inviata al presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, e al primo vicepresidente, Frans Timmermans.

Anche il governo italiano ha firmato, assieme ad altri 10 Stati membri, una lettera in cui chiede al presidente dell’esecutivo comunitario Jean-Claude Juncker, di mantenere gli impegni presi dai suoi predecessori.

Si legge nella missiva inviata il 1° dicembre: “La Commissione Ue deve puntare, facendone alte priorità, sull’economia circolare e il riciclo, l’efficienza delle risorse e il pacchetto aria pulita per arrivare a una crescita intelligente, verde e inclusiva. Una politica progressiva per l’aria pulita e un’economia circolare efficiente sono di fondamentale importanza per raggiungere due obiettivi fondamentali” dei programmi Ue quali “rendere l’Ue un’economia efficiente dal punto di vista delle risorse, verde e a basso contenuto di carbone” e “salvaguardare i cittadini europei da pressioni ambientali e rischi alla salute e al benessere”.

Dello stesso avviso dell’Italia sono: Francia, Germania, Svezia, Belgio, Lussemburgo, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro e Slovenia.

Secondo Pieter de Pous, della coalizione European Environmental Bureau, la motivazione generale addotta da Juncker per lo stralcio di proposte del precedente esecutivo, che è quella di “avere una migliore regolamentazione”, in realtà “equivale ad una pura e semplice deregulation”.

Secondo quanto spiegato a Repubblica da Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente, il cambio di rotta della nuova Commissione europea sarebbe dovuto a “un problema di indirizzo e di equilibri politici di questa Commissione, un po’ troppo sensibile alle pressioni delle lobby. La verità è che l’Europa deve decidere se continuare a guidare nel mondo il treno delle normative ambientali, o se preferisce sedersi su un treno guidato da altri e mi riferisco, ad esempio, ai paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, ndr.) che, avendo dinanzi maggiori prospettive di crescita, non mostrano sufficiente attenzione alle ricadute ambientali dello sviluppo delle proprie economie, basate ad esempio sull’utilizzo di fonti fossili per la produzione di energia”.

Come accennavamo all’inizio, il programma ufficiale della nuova Commissione europea sarà svelato soltanto oggi, in occasione della plenaria dell’Assemblea di Strasburgo. Solo allora saranno chiare le intenzioni del nuovo esecutivo Ue e toccherà a Europarlamento e Stati membri decidere sul da farsi.

(Foto: zonair3d.)

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