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Al via la Conferenza Internazionale sui cambiamenti climatici. Ed è già polemica

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Inizia oggi a Varsavia la COP19, la 19esima Conferenza Internazionale sui cambiamenti climatici.

L’evento, che si svolgerà dall’11 al 22 novembre, inizia proprio mentre nelle Filippine il tifone Haiyan sta gettando nel panico la popolazione, distruggendo abitazioni e mietendo vittime.

Nei 10 giorni che seguiranno, sono previsti oltre 150 eventi collaterali che serviranno per delineare gli accordi finali da portare poi al tavolo comune.

La Conferenza è anche l’occasione per preparare l’appuntamento di “Parigi 2015”, dove sarà negoziato un nuovo accordo internazionale per tutti i Paesi dopo il 2020.

Un’occasione particolare che giunge in momento delicato, ad appena pochi mesi dopo che sono stati resi noti i dati del V rapporto dell’IPCC, comunicati a settembre e che hanno sostanzialmente affermato la necessità di rivedere le politiche internazionali legate alle emissioni di CO2.  Sarà compito dei Paesi coinvolti nel tavolo di trattative riuscire a percepire la gravità della situazione ambientale e cogliere al volo l’opportunità per fare qualcosa di utile per intervenire senza lasciarsi sfuggire di mano questa opportunità.

Tanti i temi caldi che saranno trattati durante l’evento come: lotta alla deforestazione, trasferimento di tecnologie e meccanismi finanziari, ma anche e soprattutto la riduzione globale delle emissioni di gas ad effetto serra (GHG). Secondo qualcuno, infatti, bisogna superare il Protocollo di Kyoto, inadeguato per l’entità delle riduzioni di GHG previste e per la sempre minore partecipazione delle nazioni. Ancora più importante, però, è che siano espressi in dettaglio gli impegni delle singole nazioni.

Si legge sul quotidiano La Stampa: “Il principale problema da risolvere è come “portare a bordo” USA e Cina che, pur essendo i due principali emettitori mondiali, non hanno ancora sottoscritto alcun impegno formale di riduzione delle emissioni”.

Non dimentichiamo, ad esempio, che dal 1990 al 2012, nonostante la crescita di consenso attorno alle politiche di difesa del clima, le emissioni serra sono cresciute del 32%.

In particolare, secondo quanto affermato dalla WMO, l’Organizzazione metereologica mondiale, nel 2012, la concentrazione di CO2, il gas che contribuisce maggiormente al cambiamento climatico, si è attestato a 393,1 ppm, pari a 1,4 volte il valore pre-industriale di 278 ppm. La soglia simbolica dei 400 ppm è già stata superata nel 2012 e si calcola che, secondo  gli attuali trend di emissione, tale valore è destinato a essere superato come media annuale già nel 2015 o 2016.

Un appuntamento importante quindi che, però, già prima di iniziare ha suscitato diverse polemiche.

Secondo quanto riportato da Greenreport, infatti, 135 associazioni e movimenti di tutto il mondo, tra cui Amici della Terra, Attac, Global Forest e l’italiana Re:Common, avrebbero firmato una dichiarazione intitolata COP 19 Climate Capture: Stop the corporate takeover and expansion of carbon markets now! , in cui viene espresso il timore che alla Conferenza sul clima, l’Unione europea punti ad espandere i permessi si emissione negoziabili dai quali potrebbero trarre beneficio i grandi inquinatori.

La polemica, nello specifico, è legata al fatto che alle associazioni non piace che tra gli sponsor e i partner della Cop19 Unfccc ci siano multinazionali e gruppi energetici, come la Polacca Pge, la cui gigantesca centrale a carbone  di Belchatow nel 2012 è stata sia il più grande inquinatore che il più grande beneficiario di quote gratuite di emissioni di CO2 .

Questo potrebbe aumentare il pericolo che gli i grandi inquinatori riescano a continuare a trarre profitto a scapito dell’ambiente, facendo pressioni sui governi e sull’Onu.

Il tavolo di trattative si è aperto oggi. Nei prossimi giorni potremo capire se i grandi della politica internazionale sapranno davvero trovare una sincera e trasparente soluzione comune o se cederanno il passo agli interessi di pochi.

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(Foto: AZRainman)

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