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Agroalimentare: al via il nuovo Ministero

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Il Ministero delle Politiche Agricole cambia nome e si trasforma in Ministero dell’Agroalimentare. Cosa ne pensano i protagonisti del settore?

Il dicastero delle Politiche Agricole cambierà nome, trasformandosi in “Ministero dell’Agroalimentare“. Ad annunciarlo è lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi sull’accordo da 6 miliardi siglato tra governo e Intesa San Paolo per finanziare il settore.

Un cambio in cui, secondo Renzi, è insita una sfida: “Prendiamo un impegno ambizioso: l’export nell’agroalimentare è a 36 miliardi, è il record per l’Italia ma – anche se il ministro Martina mi odierà – è ancora poco, dobbiamo arrivare a 50 miliardi. Non è possibile che l’Italia con i numeri che ha non arrivi a quei livelli. Ci arriviamo, ci metteremo qualche anno ma ci arriviamo“.

L’annuncio è stato accolto con favore da FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica.

In una nota, Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio ha così commentato la proposta: “Come organizzazione interprofessionale di un intero settore economico innovativo e in forte crescita non possiamo che accogliere con entusiasmo l’annuncio dato ieri dal Presidente del Consiglio Renzi e dal Ministro Martina, nella speranza che si avvii una profonda riforma del ministero in linea con i nuovi obiettivi e che cambi anche il sistema di relazioni con le rappresentanze d’impresa. Vanno infatti riconosciute e sostenute anche le forme innovative che operano secondo obiettivi e organizzazione di tipo interprofessionale e di settore, come il biologico e il biodinamico hanno saputo fare ormai già da un decennio attraverso FederBio.”




Anche Confagricoltura ha espresso parere positivo alla nascita di un Ministero per l’Agroalimentare, a patto che a cambiare non sia solo la denominazione, “ma anche la fisionomia del dicastero, per farlo essere un hub, un centro nevralgico per lo sviluppo dell’agroalimentare“.

Il ministero per l’Agroalimentare – ha concluso il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – dovrà fare da ‘snodo’, permettendo di condividere le conoscenze, favorire la collaborazione tra imprese, coordinare i progetti territoriali, allocare correttamente le risorse sui fattori strategici, tagliare drasticamente la burocrazia. Le Regioni dovranno essere al servizio di questa strategia. Non possiamo più permetterci politiche agroalimentari non coordinate“.

Secondo il ministro Maurizio Martina, il passaggio al ministero dell’Agroalimentare sarà un approdo naturale che valorizzerà la spinta data da Expo, in vista di una svolta utile per tutto il Paese.

(Foto)

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