Home Green Economy Aboca resterà in Toscana. Trovata intesa con la regione

Aboca resterà in Toscana. Trovata intesa con la regione

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La Regione Toscana, assieme al commissario di area vasta sud della sanità, Enrico Desideri, e al presidente e fondatore di Aboca Valentino Mercati, ha deciso di istituire una cabina di regia per l’agricoltura di qualità.

La decisione arriva in seguito alle lamentele dei giorni scorsi di Aboca, in merito all’impossibilità di estendere le proprie coltivazioni in Valtiberina per via dell’uso massiccio di pesticidi in molte zone dell’area. Per questa ragione, l’azienda aveva profilato la possibilità di spostare la produzione in altri luoghi italiani e in Africa. L’intesa consentirà ad Aboca di rimanere in Toscana, tenendo fede ai progetti di investimento iniziali.

La cabina di regia coinvolgerà tutti i soggetti interessati, al fine di garantire sia livelli ottimali di salute e qualità ambientale, che la coabitazione tra due attività agricole fondamentali per la regione: le coltivazioni biologiche e le colture di tabacco e mais che fanno uso di pesticidi.

Secondo Marco Remaschi, assessore regionale all’agricoltura, e Vincenzo Ceccarelli, al governo del territorio:  “È emersa una comune volontà di trovare soluzioni condivise e non c’è alcuna intenzione né di delocalizzare né di mettere a rischio l’occupazione“.

Sulla vicenda si è espressa anche FederBio, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, che ha apprezzato gli sforzi congiunti nel creare una cabina di regia a favore dell’agricoltura di qualità, in particolare per la prevenzione e gestione delle situazioni inerenti le contaminazioni accidentali che sfavoriscono l’agricoltura biologica.




Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio, ha così commentato l’iniziativa: “Apprezziamo il coraggio, la concretezza e l’equilibrio con cui l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi ha affrontato rapidamente un tema rilevante per il settore biologico come quello del rischio delle contaminazioni accidentali in territori a agricoltura convenzionale intensiva. La questione è ormai urgente anche in altri territori del Paese, dato che il biologico sta crescendo mentre non cala affatto l’utilizzo di diserbanti e fitofarmaci. Per questo supportiamo l’iniziativa della Regione Toscana e ci auguriamo che possa essere di esempio per altre Regioni con situazioni simili”.

La Toscana ha così dato avvio a un’iniziativa, di sicuro interesse generale per l’intero settore nazionale, che risolve, in parte, un tema critico in alcuni contesti territoriali di agricoltura integrata.

FederBio, come federazione interprofessionale di settore, si rende da subito disponibile a una eventuale partecipazione alla cabina di regia, potendo contribuire concretamente e in forma aggregata anche attraverso la rete degli organismi di certificazione di settore che operano in Regione Toscana, controllando oltre il 95% degli operatori biologici iscritti nell’Albo regionale.

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