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A Malles pesticidi banditi con un referendum

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A Malles, nella Val Venosta, i cittadini hanno deciso di bandire i pesticidi, grazie a un Referendum. Lo scorso 5 settembre, infatti, i circa 5mila abitanti della zona sono stati chiamati a esprimere con il voto per corrispondenza la propria preferenza. La posta in gioco: eliminare definitivamente gli anticrittogamici dai campi.

La consultazione popolare, una delle prime di questo genere in Europa, è stata preceduta da non poche polemiche e scontri tra i favorevoli a una coltivazione 100% biologica e gli “anti-proibizionisti”. Con il 75% dei voti, i cittadini hanno detto NO ai pesticidi. All’iniziativa ha partecipato il 69% degli aventi diritto al voto.

È già da parecchi anni che in alta Val Venosta gli ambientalisti si scontrano con l’avanzata della monocoltura delle mele e soprattutto con l’utilizzo di soluzioni chimiche nei frutteti della zona. Secondo quanto si apprende su Internazionale, sembra che i pesticidi abbiano messo in difficoltà parecchie aziende biologiche della zona, il cui fieno risultava contaminato dalle sostanze utilizzate nei terreni limitrofi.

In un campione di fieno prelevato a pochi metri da una scuola elementare sono stati trovati residui di nove sostanze fungicide e insetticide velenose.

Già nel 2013, i promotori del comitato “Malles, comune libero da pesticidi” avevano raccolto 500 firme, per inserire nello statuto comunale un articolo sul principio di precauzione per la tutela della salute dei cittadini e la gestione sostenibile dell’ambiente.

Ora, il risultato del Referendum potrebbe sovvertire le sorti delle coltivazioni della zona e della salute delle persone, spianando la strada verso un paese a produzione 100% biologica.

Inoltre, questo potrebbe aiutare di gran lunga a bloccare la pericolosa moria delle api, causata dai pesticidi utilizzati nelle coltivazioni; come dichiarato a Repubblica  da Claudio Porrini, entomologo dell’Università di Bologna: “Sto lavorando in quella zona e conosco bene la situazione: gli apicoltori sono disperati per le morie che hanno falcidiato le arnie e che sono legate a un uso molto intenso dei pesticidi. E poi quelle sono valli strette, con i frutteti che si alternano a scuole, impianti sportivi, boschi. Per poter convivere bisogna ridurre progressivamente l’uso di fitofarmaci”.

Malles potrebbe ben presto non essere più il primo posto in cui i pesticidi vengono banditi attraverso un referendum. Nella Val di Non, in Trentino, infatti, Virgilio Rossi, capogruppo consiliare della Lista civica Sae (Salute ambiente economia) ha espresso le sue considerazioni in merito: “È una svolta epocale dove le persone, ormai dimostrano di distinguere un’agricoltura sana da quella chimica, di avere ormai acquisito una conoscenza sulle conseguenze di queste sostanze sull’ambiente e soprattutto sulla salute umana ed animale in genere”.

Secondo Rossi, d’ora in avanti le cose cambieranno e “questo precedente sarà la base da dove partiranno con effetto domino ulteriori iniziative, compresa la Val di Non”. Una cosa che andrà sicuramente a scontrarsi con gli interessi economici di chi porta avanti un sistema agricolo che non può essere più sostenuto dalla natura.

(Foto: Luca De Santis)

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