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18enne inventa il sistema per depurare l’acqua con il grafene. Costerà solo 20 dollari

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In alcune aree del mondo non è così scontato avere accesso a cose essenziali per la vita umana, come ad esempio l’acqua.

Qui, la tecnologia necessaria per avviare i processi di filtrazione, clorazione, distillazione ed ebollizione che consente di ricavare acqua potabile ha costi proibitivi.

Ecco allora, che qualcuno decide di ingegnarsi per creare soluzioni diverse, con costi minori e orientate alla sostenibilità. Una delle ultime invenzioni che abbiamo visto, create appunto con l’obiettivo di dare acqua potabile a chi non ne ha, è quella del “libro da bere” ideato dalla dottoressa Teri Dankovich, ricercatrice della Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Ogni pagina di questo particolare libro è in grado di depurare oltre 100 litri di acqua. Un libro intero, secondo i calcoli effettuati, può arrivare a produrre la quantità di acqua potabile di cui una persona ha bisogno per circa 4 anni.

Ora, una nuova idea arriva dal Texas, dalla mente di un 18enne che ha inventato un filtro al grafene utile per depurare l’acqua in modo semplice ed estremamente economico.

Perry Alagappan, questo il nome dello studente neodiplomato di Houston, ha progettato un filtro che è in grado di trattenere il 99% dei metalli pesanti presenti nell’acqua.

Il punto di forza del dispositivo sono dei nanotubi di grafene. Il giovane è riuscito a realizzare il prototipo anche grazie al supporto della Rice University, che ha messo a disposizione del ragazzo i suoi laboratori attrezzato.

Come ha dichiarato Alagappan: “Mi sono interessato nella depurazione delle acque, quando ho visitato i miei nonni in India, e ho visto con i miei occhi come i rifiuti elettronici hanno contaminato in maniera grave l’ambiente“.

Così, il ragazzo ha progettato un dispositivo premiato con il Water Junior Prize nel corso della World Water Week da poco conclusasi a Stoccolma.




Il vantaggio del dispositivo è il fatto che, una volta purificata l’acqua, questo può essere ripulito e riutilizzato semplicemente con un concentrato di aceto. Una tecnologia non solo semplice da utilizzare, con una manutenzione a basso costo, ma anche estremamente economica: il prezzo del dispositivo è stimabile intorno ai 20 dollari.

In più, il giuvane Alagappan ha deciso di non brevettare l’invenzione, per condividerla con chiunque voglia farne buon uso.

Il campo di applicazione della tecnologia spazia dal trattamento delle acque reflue di provenienza industriale, al filtraggio delle acque contaminate dai rifiuti elettronici nelle zone più disagiate del pianeta.

Il dispositivo, quindi, potrebbe essere tranquillamente utilizzato nelle case dove, una volta installato, andrebbe a sostituire gli esistenti  sistemi di filtraggio non rinnovabili, come l’osmosi inversa. Un altro punto a favore della sua sostenibilità, ambientale ed economica.

Alagappan è stato ammesso alla Stanford University e i risultati ottenuti dalle sue ricerche saranno pubblicati sulla rivista scientifica Nature Materials. I filtri potrebbero essere prodotti, ha detto, in un impianto a Swansea, nel Galles, dove i materiali simili sono già prodotti su scala industriale.

(Foto: vertassets.blob.core)