Home Ambiente Sochi: stragi di cani, discariche abusive e costi esorbitanti. Le olimpiadi che...

Sochi: stragi di cani, discariche abusive e costi esorbitanti. Le olimpiadi che non convincono

264
0
CONDIVIDI

Manca veramente pochissimo all’inizio di queste olimpiadi russe segnate, secondo molti, dallo spreco e dalle polemiche. Gli attacchi indirizzati alla gestione dell’apparato organizzativo arrivano da più fronti.

Vediamo passo per passo quali sono tutte le polemiche che tingono di noir questo grande e importante evento.

Costi eccessivi

In primo piano c’è la polemica che riguarda il costo totale delle infrastrutture e degli impianti che ammonterebbe a oltre 51 miliardi di dollari (circa 38 miliardi di euro). In questo modo, Sochi si aggiudica il primato di manifestazione più costosa di sempre, piazzandosi davanti alla Cina che per le Olimpiadi estive aveva speso ben 40 miliardi di dollari.

Solo la costruzione della strada e della ferrovia che collegano Adler a Krasnaja Paljana è costata 8,7 miliardi di dollari, quasi il costo complessivo delle Olimpiadi invernali di Vancouver costate 9,2 miliardi di dollari.

Con quei soldi, secondo qualcuno, si sarebbe potuto lastricare la strada con “un manto di un centimetro di caviale Beluga”.

Si legge su La Stampa, che “Il progetto è stato realizzato da tre amici di Putin: il presidente delle ferrovie russe Vladimir Iakunin, Ghennadi Timcenko e Arkadi Rotenberg, che nel sito di Navalni ha vinto anche l’oro nella «truffa classica»: le sue società hanno ottenuto 21 contratti per 6,9 mld di dollari dai fondi olimpici. Nella lista dei magnati «beneficiati», tutti legati al Cremlino, figurano Vladimir Potanin (stazione sciistica di Rosa Khutor), Oleg Deripaska (villaggio olimpico) e Roman Abramovich, che ha costruito un media village per i giornalisti da 1,2 mld di dollari”.

Senza soffermarci a lungo sulle ombre di corruzione che oscurano la costruzione di strutture e infrastrutture delle Olimpiadi di Sochi, andiamo avanti e vediamo quali altre operazioni vengono contestate.

olimpiadi sochi

Violazione dei diritti umani

Un altro importante punto su cui si sono aperte aspre polemiche è la presunta violazione dei diritti umani. Si legge su La Stampa: “I rapporti di Human Rights Watch denunciano storie di abusi, operai costretti a dormire e a mangiare in condizioni impietose, sfruttati e a volte espulsi dal Paese senza essere pagati. Sono le vere vittime di Sochi: l’ultimo gradino nel vespaio di corruzione, subappalti, espropri, faide tra intermediari e sprechi”.

Si parla di contratti lucrosi che avrebbero consentito agli imprenditori di arricchirsi a scapito dei lavoratori. Un carico economico, avrebbe detto Aleksej Navalnyj, blogger anti-corruzione, sostenuto dalle grandi corporation di Stato o dai prestiti agli oligarchi che mettono a rischio i bilanci della Veb, la banca statale dedicata allo sviluppo dell’economia.

Stupro ambientale e discariche abusive

Attivisti e scienziati si sarebbero scagliati contro la costruzione di strade, ferrovie e strutture sportive in zone caratterizzate da un elevato tasso di biodiversità.

Si parla di discariche illegali, di rifiuti disseminati in riserve naturali, prati distrutti dai cantieri e animali fuggiti, spaventati dal rumore di elicotteri e cantieri.

Oltre duemila ettari di alberi sarebbero stati abbattuti. Le zone umide che facevano da oasi per gli uccelli sono state bonificate. E il terreno ora è a rischio frane.

Ciò che preoccupa maggiormente gli ambientalisti, però, è il fiume Mzymta, nel quale sarebbe stato scaricato di tutto e le cui acque adesso sarebbero di una “simpatica” tonalità colore grigio-marrone, fatta di cemento e fango. La preoccupazione, inoltre, riguarda ciò che rimarrà dopo l’evento, visto che già da adesso si attende che venga prestata fede alla promessa di bonifica delle discariche abusive aperte nei villaggi attorno Sochi.


Strage di cani e delfini “in gabbia”

E gli animali non potevano non pagare le conseguenze di tutto questo. Per liberare Sochi dalla presenza di cani randagi, le autorità locali hanno dato incarico a una società che da anni si occupa di uccidere gli animali, di intensificare il suo lavoro in vista dell’inizio delle Olimpiadi.

L’allarme arriva dall’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali, che, con la voce di Ilaria Ferri, direttore scientifico, commenta l’uccisione cruenta e in massa dei cani: “Tutto questo non ha nulla a che vedere con lo spirito di pace e fratellanza che dovrebbe contraddistinguere l’evento. È intollerabile che per dare una parvenza di ordine e di efficienza venga scatenata una vera e propria guerra senza quartiere contro altri esseri viventi, inermi e indifesi”.

Ma non è tutto: infatti, due orche e alcuni delfini, saranno destinati a essere tenuti in acquario per essere esibiti in pubblico proprio durante la manifestazione. Una decisione in controtendenza con la chiusura dei delfinari che si sta realizzando in Europa e negli Stati Uniti. Inoltre, ricorda Ilaria Ferri, proprio la Russia “è uno dei Paesi acquirenti degli esemplari catturati nella baia Taiji, in Giappone”. Proprio quel Taiji dove si è verificata la mattanza dei delfini.

Secondo Ecoblog, Quando la Russia ha presentato la sua candidatura per ospitare i Giochi Olimpici Invernali del 2014 ha promesso di seguire le norme della di bioedilizia e la politica dei  “rifiuti zero”. Stando a tutte le critiche mosse, si può dire che i principi sono stati osservati alla lettera!

Fonte

Fonte

Fonte

Fonte

Fonte

(Foto in evidenza: pasukaru76; foto interna: <<Tony>>)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here