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Sergio Costa, dalla Terra dei Fuochi al governo: chi è il nuovo Ministro dell’Ambiente

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sergio costa

Varato il governo Conte. Scopriamo chi è il nuovo Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, scopritore della Terra dei Fuochi, e quale sarà il suo programma.

Dopo tre mesi di trattative e colpi di scena, la famosa “quadra” è stata raggiunta. Nasce il governo Conte, esecutivo politico appoggiato da Lega e Movimento 5 Stelle. Tante le questioni urgenti sul tavolo, soprattutto sui nodi economia e lavoro. Fondamentale anche l’impegno del nuovo governo sul fronte dell’Ambiente: qui il nuovo ministro è Sergio Costa, napoletano, ex comandante del Corpo Forestale, poi generale dell’Arma dei Carabinieri.

Tanti i dossier sul suo tavolo: dalle emergenze ambientali come il Pm10 e l’ILVA alle nuove sfide della Green Economy e della gestione oculata dei rifiuti. Scopriamo insieme chi è il nuovo ministro e qual è il programma di governo sull’ambiente dell’inedita alleanza Lega-M5S.

Sergio Costa, colui che ha scoperto la Terra dei Fuochi

Nato a Napoli nel 1959, Sergio Costa è laureato in Scienze Agrarie e ha un master in Diritto dell’Ambiente. Dopo essere entrato nel Corpo Forestale, è diventato comandante regionale in Campania. In questo ruolo, all’inizio del nuovo Millennio, ha condotto la sua indagine più famosa. Grazie anche a lui sono state infatti scoperchiate tonnellate di rifiuti tossici interrati dal clan dei Casalesi nella cosiddetta Terra dei Fuochi, il territorio che unisce le province di Napoli e Caserta.

Sergio Costa ha anche contribuito a scoprire le discariche abusive nel Parco del Vesuvio e ha condotto numerose indagini sul traffico internazionale dei rifiuti, collaborando con la Dna (Direzione nazionale antimafia).

Sposato con due figli, vive a Napoli.

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Quando attaccò la riforma Madia

Nel 2017 la riforma della Pubblica Amministrazione a firma Marianna Madia accorpa la Forestale nei Carabinieri. Sergio Costa diventa quindi generale di brigata dell’Arma.

Il militare ha però criticato duramente la riforma, sostenendo che senza la Forestale non si sarebbe mai arrivati a scoprire il dramma della terra dei Fuochi:

«La nostra specializzazione sull’ambiente ci ha consentito di scoprire la Terra dei Fuochi e ora lo Stato ci vuole smantellare – spiegava Costa in un’intervista – Un nostro informatore ci ha raccontato che, il giorno in cui è stato annunciato lo smantellamento del Corpo forestale, personaggi vicini alle ecomafie operanti tra Napoli e Caserta hanno acquistato dolci e spumante per festeggiare la notizia. Brindare non è un reato, per carità. Ma è un segnale, no?».

Come sarà il Ministero dell’Ambiente di Sergio Costa? Ecco cosa prevede il contratto di governo

Il contratto di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle ha dedicato il quarto capitolo ad “Ambiente, Green Economy e Rifiuti Zero”. L’obiettivo, si legge, è di “portare la questione ecologica al centro della politica”.

Il primo punto del programma è di sostenere la Green Economy attraverso ricerca, innovazione e formazione. Decarbonizzare e defossilizzare gli obiettivi primari.

Nel programma, il rispetto dell’ambiente diventa la ratio da seguire per ogni provvedimento del nuovo governo:

«Ogni intervento del decisore politico [si colloca] in una strategia di economia circolare, intesa quale sistema ambientale ed economico in cui un bene è utilizzato, diventa rifiuto, e poi, a valle di un procedimento di recupero, cessa di essere tale per essere riutilizzato quale materia seconda».

Attenzione alle risorse del territorio e rifiuti zero

Al centro dell’azione del nuovo Ministro anche il dossier amianto, soprattutto nelle scuole: prevista una mappatura del territorio per intervenire con la rimozione e lo smaltimento del materiale tossico.

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E ancora:

  • Manutenzione ordinaria e straordinaria del suolo, con uno stop al consumo selvaggio;
  • Snellimento delle procedure di bonifica;
  • Rigenerazione urbana e retrofit del patrimonio edilizio esistente;
  • Transizione verso le energie rinnovabili ed efficientamento energetico in tutti i settori, per contrastare i cambiamenti climatici.

Tra gli ultimi punti del programma, il dossier dell’ILVA di Taranto:

«Con riferimento all’ILVA, ci impegniamo, dopo più di trent’anni, a concretizzare i criteri di salvaguardia ambientale, secondo i migliori standard mondiali a tutela della salute dei cittadini del comprensorio di Taranto, proteggendo i livelli occupazionali e promuovendo lo sviluppo industriale del Sud, attraverso un programma di riconversione economica».

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Il nuovo Ministro dell’Ambiente: le questioni più urgenti

Al di là dei programmi e delle buone intenzioni, Sergio Costa si troverà ad affrontare alcuni dossier scottanti. In particolare sono due i temi su cui l’Italia è stata deferita dalla Commissione Europea alla Corte di Giustizia:

  • Gli sforamenti dei limiti imposti per l’inquinamento atmosferico e in particolare sulle polveri sottili Pm10;
  • Il deposito unico nazionale delle scorie nucleari, che l’Italia è tenuta a realizzare.

Il nuovo Ministro dovrà poi affrontare il capitolo grandi opere: Tav, Tap, Terzo Valico, Mose e così via.

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