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Se i fondi destinati al clima vengono utilizzati per finanziare le centrali a carbone…

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Il Fondo verde per il clima, istituito a fine 2011 durante la Conferenza mondiale dell’Onu, è un canale di finanziamento finalizzato ad aiutare i paesi poveri nella loro battaglia al cambiamento climatico.

Tutta via c’è da chiedersi se tutti gli stati membri lo utilizzino secondo criteri ben precisi, volti veramente al raggiungimento della sostenibilità ambientale.

Nei giorni scorsi, infatti, in occasione del vertice Onu sui cambiamenti climatici che si è tenuto a Lima, si è appreso che il Giappone ha stanziato parte del fondo verde, 1 miliardo di dollari, per finanziare tecnologie basate sui combustibili fossili, tra cui moderne centrali elettriche a carbone in Indonesia.

Il Giappone sostiene che, in quanto nuovi impianti queste centrali bruciano il carbone in maniera più efficiente di quelle vecchie, inquinando quindi di meno. Ecco allora che il finanziamento dei tre progetti rientra, secondo le autorità nipponiche, all’interno di una politica volta a ridurre le emissioni di CO2.

Tuttavia, queste centrali continuano comunque a essere ancorate alle vecchie forme di energia e a emettere biossido di carbonio.

I progetti di centrale a carbone che il Giappone vuole finanziare evidenziano la mancanza di regole volte a  guidare il flusso di fondi destinati al clima e veicolati dai paesi ricchi verso quelli poveri. Non vi è nessuna agenzia di controllo che garantisca che il denaro venga speso in maniera più efficace, perseguendo realmente degli obiettivi volti al miglioramento delle condizioni climatiche.

Il Giappone, dal canto suo, nega di aver fatto qualcosa di illegale, asserendo di non aver violato alcuna legge. Legge che, come abbiamo detto prima, non limita chiaramente i progetti.

Il portavoce del ministero degli Esteri giapponese, Takako Ito, avrebbe affermato: “Ci sono paesi […] che non possono permettersi di avere altri metodi di produzione energetica rispetto al carbone […] A questi paesi, vorremmo fornire il metodo migliore per ridurre l’anidride carbonica”.  

Tuttavia, Christiana Figueres, Christiana Figueres, segretario generale del’UNFCCC, (United Nation Framework Convention on Climate Change), che non era a conoscenza del fatto che le centrali a carbone finanziate dal Giappone fossero state etichettate come “intervento climatico”, ha affermato che “non esiste alcun argomento” per sovvenzionare tali progetti con i soldi del Fondo Verde.

La maggior parte dei gruppi ambientalisti si sono comunque detti ignari del fatto che il Giappone stava usando i finanziamenti per il clima per costruire delle centrali a carbone.

A differenza di Giappone, Stati Uniti e molti altri paesi ricchi hanno tagliato i finanziamenti pubblici per i progetti che sostengono l’uso del carbone nei paesi in via di sviluppo. La Germania sostiene ancora tali progetti, ma non li conta come finanziamenti destinati a migliorare la situazione climatica.

(Foto: awsassets.wwfnz.)

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