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Roma ex Snia: il lago naturale che vince contro gli interessi dell’uomo

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Per una volta, la natura che combatte vince sull’uomo e sugli interessi economici. È questa la storia del lago naturale sorto a due passi da largo Preneste, in mezzo ai palazzi e al cemento di Roma.

Il lago è saltato fuori proprio mentre un imprenditore, intento a costruire un centro commerciale, ha iniziato a bucare il terreno. Proprio in quel momento, la natura ha deciso di opporsi all’ulteriore sopruso perpetrato ai suoi danni dalla cementificazione e dagli interessi commerciali: così l’acqua con insistenza è iniziata a zampillare fuori e a reimpossessarsi della zona.

La storia legata al lago ha radici lontane. In quel fazzoletto di campagna, un tempo, sorgeva la fabbrica tessile Cisa Viscosa. Nel 1954, l’azienda cessa la sua produzione. Quattordici anni più tardi, un decreto ministeriale vincola la pineta storica. Il 7 novembre del 1990, un costruttore acquista i capannoni e l’area circostante, forte della concessione edilizia rilasciata nel mese di maggio dello stesso anno dall’assessorato all’Urbanistica della Regione Lazio.

Così, nel 1992 partono i lavori per la costruzione di un centro commerciale. Non appena bucato il sottosuolo, gli escavatori intercettano la falda dell’acqua bullicante. L’acqua inizia ad allagare il cantiere. Per asciugarla, si decide di pomparla direttamente nelle fogne, cercando di arginare il problema. Ma la natura non si arrende e, a seguito di un forte acquazzone, il collettore si rompe e tutta la zona interessata si allaga, lasciando spazio a un lago naturale di acqua minerale.

Il 22 maggio del 1992, un decreto regionale dispone l’annullamento della concessione edilizia. Decisione poi confermata da una sentenza del Consiglio di Stato nel 2007, a seguito di un ricorso presentato dal costruttore.

L’area diventa pubblica nel 2004, ma le normative impongono che se entro dieci anni non si realizzano le opere previste il terreno può tornare in mano all’ex proprietario.

Un rischio che fino a qualche giorno fa ha tenuto sulle spine tutti i cittadini e i comitati che, fino ad oggi, si sono battuti con forza per proteggere il lago naturale. Il 14 agosto di quest’ anno, infatti, scade il termine ultimo per realizzare la destinazione d’uso dell’esproprio.

Così, con forza e tenacia, i diversi movimenti hanno organizzato raccolte firme, proteste e persino un video musicale per far conoscere la situazione di questo fazzoletto di terra conteso.

Gli Assalti Frontali, gruppo underground rap romano, noto per l’impegno politico, hanno infatti deciso di scendere in campo, letteralmente (per realizzare le riprese, i componenti della band si sono dovuti calare con le funi nella zona del lago) realizzando un videoclip e una canzone a difesa dell’area dell’Ex Snia Viscos. In soli due giorni, il loro brano “Il Lago che combatte“, ha totalizzato 40mila visualizzazioni su Youtube.

Giovedì scorso, il Campidoglio ha deciso di formalizzare l’esproprio dell’area, salvando in questo modo l’unico lago naturale di Roma.

In questi anni, i comitati e i cittadini hanno dovuto combattere strenuamente per difendere il lago dagli assalti degli imprenditori. Hanno lottato nel febbraio 2009, quando il commissario delegato ai Mondiali di nuoto ha autorizzato la società Asd Larus nuoto a costruire un impianto natatorio nell’area, provvisto di piscine, palestre, solarium, e tanto altro. Hanno lottato nel 2010, quando è nata l’idea di utilizzare l’area del parco per costruire dei residence universitari da affittare a canoni concordati. Hanno lottato nel 2013, quando la società del vecchio imprenditore ha presentato un ulteriore progetto edilizio per la costruzione di quattro torri di 100 metri l’una.

Ora, i comitati e il lago hanno vinto. I cittadini si sono impegnati a realizzare i primi arredi, progettati con criteri di riciclo e bioarchitettura, utilizzando i 20mila euro di fondi raccolti negli anni. Per completare l’esproprio, il parco deve essere in costruzione entro il 14 agosto.

Alcune volte le storie a lieto fine esistono e la mobilitazione dei cittadini può veramente fare la differenza nella tutela del territorio.

1 COMMENTO

  1. se mi dessero la possibilità piantumerei intorno e intutta la zona limitrofa del lago piante di Paulownia, sarebbe il massimo!!!

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