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Ritirati prodotti Johnson&Johnson dannosi per la salute

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L’India si ribella alle multinazionali. Dopo la sentenza della Corte suprema indiana del primo aprile scorso contro il colosso farmaceutico Novartis, ora la Food and Drug administration di Maharashtra ha ritirato la licenza alla multinazionale Johnson&Johnson per la produzione di prodotti cosmetici all’interno dello stabilimento di Mulund.

La decisione  –  come ha diffuso in Italia il sito “Io leggo l’etichetta”  –  è stata presa dall’autorità indiana dopo la scoperta di 15 lotti (pari a 160 mila prodotti per la vendita al dettaglio) di talco per bambini trattati con ossido di etilene. I lotti erano stati prodotti nel 2007 e non erano stati ancora smaltiti. L’ossido di etilene ad alte dosi favorisce l’insorgenza del cancro ed è fortemente irritante. Il commissario della Fda indiana, KB Shende, ha detto: “L’ossido di etilene può essere utilizzato per la sterilizzazione del talco, ma la società non si è preoccupata di effettuare i test dopo il processo industriale per verificare la quantità residua nel prodotto”. La multinazionale ha effettuato la sterilizzazione di 15 lotti di talco con l’ossido di etilene preferendola alla normale pratica “a vapore”.

Un portavoce della Johnson&Johnson ha dichiarato: “Non c’è niente di più importante per noi della sicurezza dei nostri prodotti e della salute dei consumatori, il nostro metodo di sterilizzazione è ampiamente utilizzato per dispositivi medici di tutto il mondo e il talco che mettiamo in commercio è sicuro”. Questo metodo di sterilizzazione, tuttavia, è stato abbandonato dall’azienda nel 2010. 

In Italia l’Ente nazionale protezione animali, che ha più volte accusato Johnson&Johnson di praticare attività di sperimentazione sugli animali, è intervenuta sul talco per bimbi all’etilene chiedendo che il ministero della Salute “predisponga immediatamente controlli accurati su questi prodotti anche in Italia e che, qualora dovessero essere trovate sostanze pericolose per la salute, provveda adeguatamente al ritiro dal commercio”.

Fonte http://www.repubblica.it

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    Continuate così, bravi!