Home Ambiente Rifiuti tossici sversati in miniere abbandonate. Indagati tre dirigenti regionali

Rifiuti tossici sversati in miniere abbandonate. Indagati tre dirigenti regionali

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Amianto in tre siti minerari dismessi. È questa la scoperta fatta dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico che nei giorni scorsi hanno sequestrato tre siti dismessi a San Cataldo (Caltanissetta).

Le aree poste sotto sequestro sono tre siti minerari, utilizzati come deposito per lo stoccaggio di rifiuti tossici. A finire sotto i riflettori tre dirigenti regionali, ora indagati per disastro ambientale colposo, creazione di una discarica abusiva e danni ambientali nell’inchiesta della procura nissena. I provvedimenti sono stati emessi dal gip su richiesta della Procura di Caltanissetta, che da tempo stava conducendo indagini sulle miniere del Nisseno.

Secondo quanto si legge dalle agenzie di stampa: “Per i magistrati della procura nissena e per i carabinieri del nucleo operativo ecologico ci sarebbe un pericolo per la salute dei cittadini vista la presenza nella miniera – dismessa da ventisei anni – di vecchi capannoni in cemento amianto che in parte sono crollati e quindi le polveri originate dallo sfaldamento del materiale vengono trasportate dal vento e dall’acqua”.

In base a quanto emerso nel corso della conferenza stampa in cui sono stati illustrati i particolari dell’indagine, sembra che la responsabilità del mantenimento del sito fosse stata affidata alla Regione dal 1999. Una supervisione che, però, non sarebbe stata effettuata dall’ente in maniera adeguata. La zona interessata, nello specifico, è quella che comprende le tre miniere denominate ‘Bosco’, ‘Palo 1’ e ‘Palo 2’ dove appunto sono state scoperte migliaia di tonnellate di cemento amianto.

Gli indagati, stando sempre a quanto riportato dalle agenzie stampa, sono un ex vice commissario delegato per l’emergenza bonifiche, e due funzionari regionali, soggetti attuatori del commissario delegato in materia di bonifiche e risanamento ambientale. In attesa che vengano confermate le responsabilità degli indagati, a seguito di un provvedimento del gip la Regione è stata incaricata di procedere alla bonifica ed alla messa in sicurezza dell’area.

Entro sei mesi dovranno essere rimossi i materiali pericolosi: i resti di amianto e gli olii esausti trovati all’esterno della miniera. Entro quattro anni, invece, il sito dovrà essere bonificato in maniera completa e riconvertito per scopi culturali.

(Foto: townsvilleasbestos)

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