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Puglia: scoperte due discariche abusive e rifiuti pericolosi nel sottosuolo

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Rifiuti pericolosi emersi nelle campagne della Puglia. Sacchi colmi degli scarti delle industrie calzaturiere che negli anni ’90 hanno fatto la fortuna di un angolo di Salento e che, a distanza di anni, continuano a segnare le sorti di questa terra, questa volta in modo negativo.

È questa la scoperta fatta nei giorni scorsi dagli escavatori mandati dalla Procura di Lecce. E pensare che alcuni di questi rifiuti rischiavano di rimanere tombati sotto il cemento e l’asfalto della nuova Statale 275, voluta dall’Anas e di prossima realizzazione.

Le pale meccaniche hanno rinvenuto sacchi colmi di pellame, colle e altri scarti dell’industria calzaturiera, scavando in due punti diversi del Capo di Leuca. Il primo sito è a Tricase, dove i carotaggi sono stati condotti dalla Guardia di Finanza di Maglie, mentre il secondo, ispezionato dai carabinieri del Noe di Lecce, è a Patù, vicino Leuca.

Gli scavi si inseriscono all’interno di una delle numerose inchieste disposte dalla Procura di Lecce in tema di rifiuti, a seguito delle clamorose dichiarazioni rilasciate dai pentiti Schiavone e Galati, che hanno indicato il Salento come uno dei territori maggiormente utilizzati per occultare rifiuti.

Due indagini differenti, coordinate una dal procuratore Ennio Cillo e l’altra da Elsa Valeria Mignone, che hanno portato alla luce la stessa situazione: discariche mai bonificate i cui rifiuti interrati potrebbero aver contaminato la falda acquifera.

Nei mesi scorsi, la Procura di Lecce ha raccolto segnalazioni e testimonianze, incrociando mappe e racconti, per pianificare i luoghi su cui condurre le ricerche. Le operazioni sono iniziare da un’ex cava alle porte di Alessano, indicata anche nel racconto di un ex operaio di una fabbrica di scarpe. Lì sono stati ritrovati scarti di lavorazione, trattati con sostanze chimiche, che i gestori avrebbero dovuto smaltire in discariche speciali e invece sono stati interrati nelle campagne.

Tra le segnalazioni che hanno spinto ad avviare le indagini, ci sono anche quelle di alcune anomalie relative alla progettazione della statale 275 e inviate dalla Corte dei Conti.

Sembra che da alcune analisi condotte sulle acque dei pozzi presenti in zona, sia emersa la presenza di diossina, seppur sotto la soglia di allarme, segno di una possibile contaminazione da percolato.

Le analisi finora ottenute sono state condotte da un laboratorio privato per conto del Comune di Tiggiano. Si aspetta che siano gli enti pubblici, come l’Arpa Puglia, a ripetere i prelievi per dare risposte ancora più accurate e ufficiali.

Di sicuro, per ora, ci sono due belle discariche che giacciono sotto il tracciato della nuova statale 275, la “Tav del Salento” che dovrà congiungere Maglie a Leuca. Discariche che, se i lavori fossero andati avanti senza ulteriori indagini, avrebbero potuto continuare a giacere indisturbate sotto il cemento. Resta da capire come si comporterà l’Anas una volta che le due discariche sono venute alla luce: se sarà costretta a rivedere il tracciato o se dovrà fare i conti con la bonifica di un’area inquinata almeno da venti anni.

(Foto: Gilles San Martin)

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