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Scontri anti Tap: la Puglia si ribella al gasdotto che ammazza gli ulivi

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scontri anti Tap in Puglia

Continuano gli scontri per la costruzione del gasdotto “Tap”, a Melendugno in Puglia. I manifestanti vogliono salvare gli ulivi secolari che rischiano di essere abbattuti. Intanto, il Tar blocca il lavori fino al 18 aprile.

Ancora scontri in Salento, a Melendugno, tra polizia e manifestanti. Il motivo del contendere è la costruzione del Tap, il gasdotto che dovrebbe permettere l’afflusso di gas naturale dall’area del Mar Caspio in Italia. Per realizzarlo, è previsto l’abbattimento di 211 alberi di ulivo.

Il fronte anti-TAP, composto da sindaci e volontari, prova a bloccare i lavori da 21 giorni. Non sono mancati momenti molto forti di tensione, soprattutto nelle giornate del 28 e 29 marzo. I manifestanti festeggiano oggi una vittoria. Il Tar del Lazio ha infatti accolto la richiesta di sospensiva che è stata avanzata dalla Regione Puglia. I lavori del gasdotto sono sospesi fino al 18 aprile, data un cui ci sarà l’udienza in merito.

21 giorni di passione e di scontri

I duri scontri con la polizia non hanno sedato la protesta dei manifestanti. Tra loro anche il sindaco di Melendugno, Marco Potì e il governatore della Puglia, Michele Emiliano, e altri sindaci delle città limitrofe che sono entrati in contatto fisico con le forze dell’ordine: «Il Governo è incapace di ascoltare un’intera Regione da sempre contraria all’approdo del Tap in un angolo tra i più belli del Sud Italia», ha dichiarato il governatore alla stampa.

Tap e gli scontri tra Stato e Regione

Gli scontri sul Tap si inseriscono in un conflitto più grande tra Regione e Stato. La prima, come anticipato, contraria alla costruzione del gasdotto, e il Ministero dell’Ambiente che ritiene il Tap un’opera fondamentale. Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha più volte evidenziato che l’opera contribuirà a rendere l’Italia meno dipendente dal carbone e “a rispettare gli accordi di Parigi sul clima”.

Dopo la decisione del Tar giunta oggi, i lavori sono stati interrotti. Finora sono stati abbattuti circa 61 alberi, mentre ne rimangono altri 150 da espiantare. Gli attivisti “No Tap” hanno fatto di tutto in questi giorni per salvare il salvabile, costruendo muretti di pietre per bloccare l’accesso al cantiere.

Cos’è il TAP

L’oggetto degli scontri è il Gasdotto Trans-Adriatico. Il progetto è volto alla costruzione di un gasdotto che, se completato, attraverserà Grecia e Albania, permettendo l’afflusso di gas nell’area del Mar Caspio, in Italia e in Europa.



Il progetto appartiene a una società che ha sede in Svizzera e vede tra gli azionisti Snam (20%), l’inglese BP (20%) l’azera SOCAR (20%), la belga Fluxys (19%), la spagnola Enagás (16%), la svizzera Axpo (5%).

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