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Più di 3mila le specie aliene in Italia: lo rivelano ISPRA e Ministero Ambiente

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Nutrie, zanzare tigre, giacinto d’acqua, sono 3.334 le specie aliene presenti in Italia. Di queste, oltre 400 sono considerate invasive.

Sono questi i numeri snocciolati dall’Ispra, secondo cui, dal 2010 ad oggi, il tasso annuale di introduzione di specie aliene in Italia è stato del 13,1%. Un fenomeno destinato ad aumentare, ma per il quale è possibile fare qualcosa.

Specie aliene, rischi e soluzioni

Il censimento delle specie aliene in Italia è stato presentato in occasione della campagna di informazione organizzata da Ispra e Ministero dell’Ambiente.

Purtroppo, ad oggi, è un problema ancora poco conosciuto, per il quale, però, è necessario fare qualcosa.

«Le specie aliene sono una minaccia per la biodiversità globale e per il funzionamento degli ecosistemi, causano elevati costi economici e impattano sulla nostra vita e sulla nostra salute», afferma Piero Genovesi, responsabile dell’Area conservazione e gestione della Fauna di Ispra.

Cosa sono le specie aliene

Ma cosa si intende esattamente con il termine ‘specie aliene’?

Si tratta di animali o piante esotiche, introdotte accidentalmente o volontariamente in luoghi diversi dal loro habitat naturale.

Come per esempio la nutria, il roditore semi-acquatico originario del Sud America che verso la fine dell’800 ha iniziato a essere allevato anche in Europa, come animale da pelliccia, per poi diventare un animale infestante e pericoloso per la vegetazione acquatica.

I rischi delle specie aliene in Italia

Purtroppo, alcune di queste specie presenti in Italia risultano essere una minaccia per la biodiversità globale e per il funzionamento dell’ecosistema, causando elevati costi di gestione e un impatto importante anche sulla nostra vita e salute.

La principale responsabilità di questa situazione è dell’uomo che, in modo involontario oppure occasionale, introduce specie in un habitat diverso da quello di origine.

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Proprio per questo, l’Unione Europea ha adottato un regolamento che ha introdotto un divieto di commercio e di possesso per una lista di specie particolarmente dannose.

Nell’elenco,l’Ue ha inserito 49 specie invasive, di cui 33 in Italia. Ben 26 di queste sono state introdotte prima del 2010 e una, il calabrone asiatico, è arrivato nel decennio in corso, per dispersione naturale dalla Francia.

Come intervenire

Una possibile soluzione volta ad arginare questo fenomeno è l’informazione.

Per ridurre il tasso di introduzione delle specie aliene invasive in Italia, l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e il Ministero dell’Ambiente hanno ideato una Campagna di sensibilizzazione sull’acquisto e sulla vendita, che sarà curata dalla società Art-Attack di Roma.

La Campagna partirà a settembre e durerà tre mesi, durante i quali saranno diffusi spot radio, approfondimenti sulle maggiori testate giornalistiche e specialistiche, video, app, e-books.

A sostegno della corretta informazione dei cittadini sui rischi dell’introduzione di specie aliene invasive, anche un Dl, entrato in vigore lo scorso 14 febbraio, che adegua la normativa italiana al Regolamento UE 1143/2014 sull’introduzione e la diffusione di specie esotiche invasive.

Il testo prevede il divieto di commercio di specie di piante e animali esotiche. Chi ne è in possesso deve denunciarlo al Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, entro il prossimo 21 agosto.

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